Trama I TONI DELL'AMORE - LOVE IS STRANGE | Sky Cinema
I TONI DELL'AMORE - LOVE IS STRANGE

I TONI DELL'AMORE - LOVE IS STRANGE

94'2014Drammatico
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  • Regia: Ira Sachs
  • Genere: Drammatico
  • Paese: USA
  • Durata: 94'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: I TONI DELL'AMORE - LOVE IS STRANGE

Cast:

John Lithgow, Alfred Molina, Marisa Tomei, Charlie Tahan, Cheyenne Jackson, Manny Perez, Darren E. Burrows, Christian Coulson, John Cullum, Harriet Sansom Harris, Adriane Lenox, Sebastian La Cause, Michel Belli

Trama:

Ben e George, l'uno settantunenne, l'altro intorno ai sessanta, vivono insieme da 39 anni, e le loro esistenze sono profondamente interconnesse: la prima scena del film li vede dormire insieme, braccia e gambe intrecciate, come è intrecciata la loro quotidianità in un appartamento di Manhattan elegantemente decorato. Ben è un pittore, George insegna pianoforte e dirige il coro dei ragazzi di una scuola cattolica. Tutti sembrano accettare serenamente la loro convivenza: gli amici, i parenti, i genitori degli studenti di George, il preside della scuola cattolica. Ma quando Ben e George decidono di coronare la loro storia d'amore con un matrimonio, l'idillio si spezza. La Chiesa cattolica, che aveva dimostrato tanta privata tolleranza, licenzia George in tronco per aver pubblicamente ufficializzato l'esistente, trattandolo come se "essere se stessi fosse disdicevole", come sintetizza l'insegnante con quieta lucidità. L'ammanco dello stipendio di George crea un'emergenza domestica: i neo coniugi non possono più permettersi la loro bella casa e devono trovare una soluzione più adeguata alla nuova situazione economica. E poiché la loro casa viene subito acquistata mentre quella futura non è così facilmente reperibile, i due sono costretti a dividersi e a farsi ospitare dai membri della loro cerchia: Ben alloggerà presso il nipote Elliott, George presso una coppia di poliziotti. Entrambi scopriranno "come sa di sale... lo scendere e 'l salir per l'altrui scale", sentendosi l'uno invaso dal caos che improvvisamente lo circonda (George), l'altro "di troppo" rispetto al precario equilibrio della famiglia che lo accoglie (Ben).
Qualunque sitcom o film piacione hollywoodiano avrebbe raccontato questa storia come una farsa, con tanto di siparietti (o battutacce) gay. Molti film indipendenti avrebbero invece forzato l'aspetto pedagogico, accentuando in positivo il valore trasformativo della presenza di Ben e George nelle "vite degli altri". Ira Sachs, uno dei registi americani indipendenti più riconoscibile per toni e obiettivi artistici, non cade invece in nessuna delle due trappole, scegliendo di raccontare la vita come è, non come vorremmo che fosse, o accompagnata dalle risate registrate. Dunque il disagio di tutti i personaggi appare autentico, il dispiacere di Ben e George nel rimanere lontani è palpabile, le difficoltà logistiche di trovare casa in una delle città più concupite del pianeta, malgrado la crisi immobiliare, sono reali: I toni dell'amore è anche la quintessenza della New York story, imbevuta di genuino amore per la città, cartina di tornasole della nostra epoca estetizzante e crudele.
Sachs racconta una storia d'amore profondo in toni gentili e pazienti chiedendo al pubblico di esserlo altrettanto, e di dare alla visione del suo film tutta la cura e l'attenzione necessari per non cedere alla lentezza e all'apparente mancanza di svolte narrative. In realtà è proprio nelle quiete transizioni fra una scena e l'altra che risiede il senso e lo stile della narrazione, una sorta di malinconica leggerezza che ha i suoi tempi e, come dice George a una sua studentessa, "non si possono imporre i propri tempi a Chopin". Momenti apparentemente poco importanti vengono giustapposti nel misurato crescendo di un pathos straziante, istantanee di quotidianità scansano il melodramma senza negare la tragedia romantica che è in atto: due uomini avanti negli anni costretti ad affrontare, per la prima volta da soli dopo quarant'anni insieme, la perdita di reddito e di status, di un tetto sopra la testa, di un'armonia che credevano "per sempre".
Proprio in questo sta l'universalità della loro storia, nell'illustrazione riconoscibile di quanto sia facile, oggi, perdere in un attimo le proprie certezze, e quanto sia fragile la rete di affetti che ci circonda nel momento in cui quelle certezze vengono meno. Sachs non condanna nessuno, nemmeno la Chiesa, ma con estrema delicatezza e infinita dolcezza dello sguardo ci fa innamorare de

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