Trama ONIRICA - FIELD OF DOGS | Sky Cinema
ONIRICA - FIELD OF DOGS

ONIRICA - FIELD OF DOGS

102'2013Drammatico
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  • Regia: Lech Majewski
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Polonia, Italia, Svezia
  • Durata: 102'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: ONIRICA - FIELD OF DOGS

Cast:

Claudine Spiteri, Chris Nightingale

Trama:

Adam è sopravvissuto ad un incidente stradale in cui sono morti la sua compagna, Basia, e il suo migliore amico, Kamil. Da quel momento Adam, poeta e promettente professore universitario di letteratura, abbandona l'insegnamento e trova lavoro e rifugio in un centro commerciale. Ciò che gli dà tregua dal dolore che lo tormenta è la lettura della Divina Commedia e il dormire. Nel sonno può visitare un mondo parallelo in cui incontrare persone care e fantasmi frutto della sua immaginazione. Alla sua sofferenza privata si aggiunge quella della Polonia, sconvolta da catastrofi naturali e politiche nel corso del 2010. Adam, come Dante con Beatrice, continua ad avere dinanzi a sé una meta: ritrovare l'amata Basia.
Dopo Il giardino delle delizie (2004), ispirato all'omonimo quadro di Bosch, e I colori della passione (2011), viaggio all'interno del dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio "La salita al calvario", Lech Majewski conclude la sua trilogia sull'arte affrontando "La Divina Commedia". Scevro da qualsiasi intento illustrativo l'artista polacco rilegge il testo dantesco come percorso di ricerca interiore che parte dalla 'selva oscura' del dolore e del dubbio nei confronti di un Dio che non può essere al contempo onnipotente e misericordioso per giungere a un lavacro purificatore finale. In questo viaggio Majewski non occulta i debiti che il suo cinema ha nei confronti di maestri come Bergman, Kieslowski e Tarkovski ma, grazie anche all'uso delle tecnologie più avanzate che lo affascinano, va oltre. Rischia però di smarrire il rigore visivo e narrativo che contraddistingueva la sua opera precedente attratto com'è dal desiderio di moltiplicare segni e simboli. In un film che si apre e si chiude in una grande chiesa non è casuale che Adam si rifugi nel tempio laico della modernità e del consumo: il centro commerciale. Così come una grande forza evocativa assume l'aratro tirato da buoi che ne scalza la pavimentazione. Altrettanto stimolante si presenta la lettura quasi apocalittica di una Polonia tormentata da catastrofi così come lo è, sul piano privato ed intimo, il cuore del protagonista.
Finiscono quindi per risultare quasi ridondanti alcune figure incontrate dal protagonista nei propri sogni o scene come quella della ragazza in bikini. Lascia poi perplessi, su un piano più strettamente socio-politico, la particolare enfasi dedicata alla morte per incidente aereo del presidente polacco, figura molto discussa e sulla cui inumazione nella cattedrale che contiene le spoglie dei padri della patria un Maestro di indubbia forza morale come Wajda avanzò forti dubbi in una lettera aperta. D'altronde però è come se Majewski ci avesse dato un segnale di avvertimento presentandoci un angelo decisamente fisico e quasi ingombrato da delle enormi ali: talvolta il simbolismo può divenire una zavorra in quella che comunque rimane un'interessante prova d'artista.

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