Trama SURROUNDED | Sky Cinema
SURROUNDED

SURROUNDED

84'2013Thriller
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  • Regia: Federico Patrizi, Laura Girolami
  • Genere: Thriller
  • Paese: Italia
  • Durata: 84'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: SURROUNDED

Cast:

Tatiana Luter, Daniel Baldock, Emanuela Birocchi, Sean James Sutton, Guglielmo Poggi

Trama:

Una giovane insegnante e il marito avvocato condividono una villa di campagna isolata. Un giorno lui si assenta per lavoro e in Maryann cresce la sensazione di non essere sola nella casa, bensì in compagnia di presenze che forse hanno a che fare con eventi rimossi del suo passato.
Percorrere il solco di un sottogenere sfruttato come l'home invasion e per giunta citare - e quindi misurarsi con l'ingombrante presenza di - autori come Argento (Suspiria) e Carpenter (Halloween) significa rendersi decisamente arduo il compito al debutto dietro la macchina da presa. Maggior merito quindi a Laura Girolami e Federico Patrizi per aver accettato la sfida, benché la temerarietà di per sé non basti. Surrounded fa di necessità virtù a livello di budget, ma è proprio nei frangenti in cui il budget conta meno che il film delude di più. Per circa tre quarti d'ora i registi si concentrano sulla costruzione della tensione e sul non visto, lavorando sulle suggestioni e destreggiandosi tra varie tecniche di ripresa, specie il grandangolo, utilizzate per immortalare la magione isolata. Niente di nuovo, ma la curiosità alimentata dalla tensione e la cura dei dettagli quantomeno tengono viva l'attenzione. L'apparizione del villain e il progressivo svelamento della trama in direzione dell'epilogo - maldestramente frettoloso, dove l'incipit era assai rallentato - vanificano i buoni propositi di Girolami e Patrizi, condannando Surrounded al limbo del prodotto di genere destinato unicamente ai completisti maniacali. Tutto è sospeso su quel ponte che unisce desiderio di suspense minimalista e incapacità effettiva di prendersi dei rischi, che passa dall'affidarsi a situazioni consunte: i primi dettagli del villain che emergono (scarpe nere, guanti neri, maschera bianca, come d'ordinanza) o l'immancabile sintetizzatore scuola Goblin che accompagna l'incedere del maniaco. L'home invasion, specie nella declinazione "donna sola con il mostro", necessita di qualcosa di più di una sequela di cliché per elevarsi dalla massa di uscite e superare la muraglia di molteplici ricordi impressi nella mente. Ma i registi si rifugiano nel déjà vu, completando il quadro di citazioni da Argento e Fulci con un abuso di false soggettive e un'interpretazione approssimativa, caratterizzata da un doppiaggio quasi imbarazzante per la mancanza di sincronia. Troppo poco per lasciare una traccia nel panorama del nuovo horror italiano e combattere la tendenza alla ghettizzazione di un genere glorioso.

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