Trama LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO | Sky Cinema
LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO

LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO

111'2014Drammatico
Guarda il trailer
  • Regia: Zhang Yimou
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Cina
  • Durata: 111'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO

Cast:

Gong Li, Chen Damoing, Li Gong, Dao Ming Chen, Huiwen Zhang, Guo Tao, Peiqi Liu, Zu Feng, Ni Yan

Trama:

Lu Yanshi è un oppositore del sistema negli anni della rivoluzione culturale, per questo è perseguitato e deve nascondersi dalla sua stessa famiglia. Intenzionato a rivedere la moglie di cui è innamorato una notte ritorna a casa ma la figlia (plagiata dai ricatti della compagnia di ballo nella quale danza e che le ha negato un ruolo da protagonista proprio per il fatto di avere un padre dissidente) decide di tradirlo. Così il giorno dopo agenti governativi lo catturano alla stazione proprio mentre la moglie sta per avvertirlo.
Anni dopo, finita la rivoluzione culturale, Lu Yanshi ritorna a casa ansioso di riabbracciare la moglie ma trova una donna che in seguito ad un trauma non lo riconosce più. Lei ricorda tutto tranne il marito dissidente e a lui non rimane che cercare di scavare nei loro ricordi, nelle memorie condivise per stimolare in lei il riemergere dei ricordi.
Come fosse un cineasta della Hollywood degli anni d'oro Zhang Yimou divide la propria produzione in film dal carattere personale se non proprio sperimentale e produzioni invece molto canoniche ed in linea con le esigenze di perpetuazione della visione storica propugnata dal governo cinese. Così dopo aver realizzato Sangue facile, remake delirante e in costume di Blood simple dei fratelli Coen, ha cominciato a lavorare a diverse opere di carattere storico come la commedia romantica Under the Hawthorn Tree (inedito in Italia), I fiori di guerra e ora questo melodramma intimista ambientato a cavallo della fine della Rivoluzione Culturale.
La storia non fa mistero in nessun momento di quale sia il punto di vista prediletto: la Rivoluzione Culturale è stato un male così aberrante da riuscire non solo a cancellare le persone dai documenti e dalla storia ma in alcuni casi addirittura dalla memoria dei propri cari. L'intuizione è quindi quella di rendere tangibile il concetto di oblio cui venivano condannati i dissidenti, Lu Yanshi subisce tutte le umiliazioni possibili, vede la propria figlia rivoltarsi contro di lui ad opera della rivoluzione e poi, anche quando è finita l'ostracizzazione, sul suo percorso incontra solo macerie: una famiglia spezzata in due e una moglie contemporaneamente vicina e lontana, innamorata di lui ma non più in grado di riconoscerlo.
Per ammaestrare il dolore Zhang Yimou abbassa i toni e dopo un inizio in cui si diverte a flirtare con lo spy-movie, lasciando i protagonisti muoversi in ambienti piovosi e umidi, notti di passione e suspense o inseguimenti nelle stazioni del treno come un poliziesco moderno, sceglie di lavorare unicamente d'interno. Interno dei luoghi e interno delle persone. Per arrivare al suo melodramma umano, quieto e pacato, privo di impennate ma condotto sul filo di un'invisibile tensione sentimentale che non si può realizzare, sottrae tutte le caratteristiche del suo cinema, fino a sembrare progressivamente irriconoscibile.
Proprio in quest'operazione lo assistono poco gli attori, in primis il corpo femminile di Gong Li, con la quale ha un sodalizio e un affiatamento che non nascono oggi, ripiegata su standard televisivi di mancate espressioni e sofferenze solo accennate ma mai vissute. Quella che è stata l'attrice più fiammeggiante del cinema cinese degli anni '90, si perde in un deserto di recitazione a sottrarre (ben più potenti erano le espressioni vacue di La storia di Qiu Ju), lasciando anche il film stesso a languire. Come sempre è nel melodramma infatti il male si accanisce sulla protagonista femminile (dalla malattia alle conseguenze dei tradimenti) che in questo caso agisce come una spugna: assorbe tutto rilasciando pochissimo in un continuo rimando di un sentimentalismo che purtroppo non si manifesta mai con la forza che sarebbe auspicabile.

Mostra altro