Trama LIAR'S DICE | Sky Cinema
LIAR'S DICE

LIAR'S DICE

103'2014Avventura
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  • Regia: Geethu Mohandas
  • Genere: Avventura
  • Paese: India
  • Durata: 103'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: LIAR'S DICE

Cast:

Nawazuddin Siddiqui, Geetanjali Thapa, Manya Gupta, Murari Kumar, Vikram Bhagra

Trama:

Sono 5 mesi che il marito di Kamala non si fa sentire nè risponde al cellulare, è andato a lavorare a Nuova Delhi come operaio così da poter mantenere moglie e figlia rimaste in montagna. Il silenzio è insostenibile e Kamala decide così di partire assieme alla figlia per andarlo a cercare nella grande città. Durante la sua piccola odissea incontra un altro viaggiatore solo che prende a cuore la sua situazione.
Guardando Liar's dice si ha l'impressione di ritrovare qualcosa che nel cinema Occidentale per molti versi si è perso a causa dei forti mutamenti sociali, un miserabilismo duro e impietoso che non distoglie lo sguardo di fronte alla povertà più nera ma anzi ne accompagna le sventure con una messa in scena tesa a sottolineare una società indifferente e ambienti squallidi che ne acuiscono il senso di disperazione, donando così alla passione degli ultimi per antonomasia una prospettiva quasi divina, come seguisse la traccia che in materia ha battuto il cinema italiano.
Ogni film indiano sembra parlare dell'India, del suo mondo o delle sue tradizioni e Liar's dice in questo non fa eccezione, come del resto non manca una recitazione di livello altissimo (uno dei marchi di fabbrica della scuola indiana), quello che invece sorprende è come la struttura narrativa del viaggio sia piegata e scarti dal convenzionale.
Come tutti i viaggi cinematografici infatti quello di questo terzetto, che pur non essendolo sembra una famiglia, passa attraverso diverse stazioni sentimentali, sebbene il grado di "cottura" del loro rapporto sembri sempre fermo in un costante stato di crudezza. Geethu Mohandas insomma non cede nemmeno per un attimo alla tentazione di usare lo spostamento umano come un avvicinamento sentimentale, ma anzi pone enfasi sulla caccia. Non un viaggio nel senso americano del termine (più importante nel suo farsi che nell'arrivare da qualche parte) ma uno in cui l'obiettivo è sempre presente e importante, una tensione continua verso il ritrovamento di una persona che nonostante l'avvicinarsi appare costantemente lontana.
Si tratta di uno scarto molto importante dalla regola del cinema in viaggio, poichè da esso è evidente come Liar's dice, pur confermando nel finale e in certi momenti la tendenza al melodramma naive di molti film indiani, cerchi di allontanarsi da qualsiasi retorica del cinema per avvicinarsi al peggio e affrontarlo con un'impietosa inquadratura finale. Quello è il vero termine di un viaggio in molti punti ripetitivo e sterile ma nel complesso struggente. Si può non amare il film di Mohandas ma difficilmente si rimane indifferenti al mondo che racconta. Un universo in cui le campagne sono inquadrate in ampie panoramiche mentre la città, raccontata celebrata come il luogo delle peggiori nefandezze, in cui le persone si perdono e nel quale ogni vicolo è pericoloso, è un insieme di piani stretti, un mosaico di dettagli come nel cinema di Satyajit Ray.

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