Trama LA PIRAMIDE | Sky Cinema
LA PIRAMIDE

LA PIRAMIDE

89'2014Horror
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  • Regia: Gregory Levasseur
  • Genere: Horror
  • Paese: USA
  • Durata: 89'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: LA PIRAMIDE

Cast:

James Buckley, Denis O'Hare, Ashley Hinshaw, Ashley Hinshaw, Denis O'Hare, James Buckley, Daniel Amerman, Christa Nicola, Joseph Beddelem, Garsha Arristos, Omar Benbrahim, Christa Nicola, Amir K, Faycal Attougui, Philip Shelley, Ait Hamou Amine, Omar Benbrahim, Joseph Beddelem, Chakir El Faaiz, Garsha Arristos, Prince Shah

Trama:

Cairo, Egitto, agosto 2013. Un gruppo di archeologici americani scopre una nuova piramide sepolta nella sabbia del deserto. Nonostante i disordini sociopolitici in corso nel paese, una troupe di documentaristi arriva per filmare la grande scoperta, ovvero la piramide che è molto particolare, essendo di soli tre lati invece dei consueti quattro: il dottor Miles Holland e la figlia Nora, a capo della spedizione, non vedono l'ora di potervi entrare. Lo stesso vale per la documentarista Sunni, accompagnata dal cameraman Fitzimmons, detto Fitzi, mentre Michael Zahir è l'esperto di robotica, con al seguito Shorty, un mini-robot su cingoli dotato di telecamera, in prestito dalla NASA. I piani per il documentario e l'esplorazione della piramide vengono travolti dall'ordine che giunge dai Beni Culturali: causa l'aggravarsi dei disordini bisogna sbaraccare tutto. Nora convince il papà a mandare dentro almeno Shorty per una breve ricognizione. Solo che Shorty dopo un po' perde il contatto e allora, nonostante un militare egiziano pressi gli americani perché vadano a prendere l'aereo, il gruppo si inoltra nella piramide per recuperare il robottino, che costa tre milioni di dollari. Ben presto però si perdono nei meandri della piramide e si scoprono preda di misteriose e sanguinarie creature.
Il cinema horror ha utilizzato i misteri dell'antico Egitto sin dai tempi dell'epoca d'oro della Universal e non ha ancora smesso. In linea di massima elemento principe di questo sfruttamento è la mummia, capace, dai film con Boris Karloff a quelli con Brendan Fraser, di diventare una delle icone horror più riconoscibili. Ma forse proprio il suo ipersfruttamento ha indirizzato verso strade diverse questo film, che coniuga i dettami dell'horror claustrofobico magnificato da film come The Descent con quelli del cosiddetto found-footage, che fa capolino in modo massiccio ma non esclusivo, con il frequente utilizzo del punto di vista "reale" della telecamera di Fitzie.
Grégory Levasseur è all'esordio come regista, ma si è fatto le ossa nell'horror come sceneggiatore, dapprima con l'ottimo Alta tensione e poi infilando una serie di remake: Maniac, Riflessi di paura e Le colline hanno gli occhi. Il produttore è Alexandre Aja, che di Alta tensione fu il regista e che con Levasseur ha stretto un forte sodalizio, entrando, in un ruolo o nell'altro (ma prevalentemente in quello di regista) in tutti i film succitati. Il risultato del loro consorzio, come sempre teso a rivisitare più che ricreare i paradigmi dell'horror, è in questo caso di sostanziale routine, pur se non privo di meriti sotto il profilo dell'intrattenimento e dello spettacolo, con un terzo atto piuttosto interessante per la rielaborazione in chiave horror della mitologia egizia. I personaggi sono meramente funzionali e tagliati con l'accetta e la loro interazione è talvolta petulante, ma quello che perde nella caratterizzazione psicologica il film lo acquista nell'ambientazione: i cunicoli oscuri illuminati dalla luce delle torce e del faro della telecamera rendono bene il costante e angoscioso sottofondo claustrofobico dell'azione. La tensione è ben sorretta da qualche irruzione violenta e truce anche se in alcuni momenti la vicenda cade vittima di una certa monotonia, con il consueto gioco al massacro e all'eliminazione progressiva dei personaggi. Accettabile la prova di un cast senza nomi particolarmente illustri. Nell'insieme, un film che si lascia vedere e che si riallaccia all'essenza semplice e diretta dell'horror di serie B degli anni che furono.
Certo, se si pensa ad Alta tensione e alle aspettative che aveva suscitato, bisogna concludere che il team Aja-Levasseur si è nel tempo definitivamente riposizionato su un livello di ambizioni ben più ridotto.

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