Trama L'UOMO DAL FUTURO | Sky Cinema
L'UOMO DAL FUTURO

L'UOMO DAL FUTURO

106'2011Fantascienza
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  • Regia: Cláudio Torres
  • Genere: Fantascienza
  • Paese: Brasile
  • Durata: 106'
  • Data di uscita: 2011
  • Titolo originale: L'UOMO DAL FUTURO

Cast:

Wagner Moura, Alinne Moraes, Maria Luisa Mendonça, Fernando Ceylão, Gabriel Braga Nunes, Daniel Uemura, José Steimberg, Malu Rodrigues, Gregório Duvivier, Bruno Gradim, Rodolfo Bottino

Trama:

Scienziato al lavoro su una macchina che potrebbe portare alla scoperta di una nuova fonte di energia, l'eccentrico e dotatissimo Joao decide di provarla anzitempo con la conseguenza di vedersi catapultato vent'anni prima. Si troverà a interagire con il se stesso giovane durante la festa in cui si è fatto soffiare sotto il naso Helena, l'amore della sua vita, dal vincente Ricardo, guadagnandosi così il penoso nomignolo di Zero. Eccitato dalla possibilità di cambiare lo sviluppo della propria esistenza, Joao capirà fin troppo bene i rischi connessi alla sua strabiliante scoperta.
Con una narrazione concitata e dal marcato sapore anni Ottanta, Cláudio Torres impagina una commedia fantastica, gradevole nella sua indiscutibile semplicità d'impianto: a disposizione, del resto, ci sono un personaggio principale idealmente perfetto per un cartone animato, un tema importante com'è quello dell'accettazione di se stessi e una serie di interpretazioni che stanno a confermare il tono leggero di un'operazione volta a rinverdire il già nutrito filone del viaggio nel tempo. Di certo, con premesse del genere, L'uomo dal futuro non si distingue per una sua originalità, procedendo, difatti, su quell'itinerario che da H. G. Wells arriva dritto a Ritorno al futuro. Come nel primo capitolo della trilogia diretta da Robert Zemeckis, non a caso, l'evento scatenante dell'infelice vita di Joao va cercato in una festa di college, di fine corso per giunta, momento topico in cui ci si affaccia all'età adulta; e neanche le dinamiche generali sembrano discostarsi troppo dal modello americano, avendo a che fare con un protagonista sfortunato, un antagonista vincente e una donna contesa tra i due.
Con la benedizione di qualche buona battuta e di un'andatura senza eccessivi momenti di stanca, questo film brasiliano riesce, tuttavia, a prendere quota in barba alla pochezza del budget e alla sua prevedibilità. È merito di piccole accortezze, del sapore vintage, di una regia funzionale. Tra futuri alternativi, "paradossi quantici" e buoni sentimenti, si assiste ad uno spettacolo scritto e diretto per un pubblico di ragazzi, ad un rassicurante titolo da sabato pomeriggio in poltrona, di conseguenza, sconsigliabile a chi, nel genere specifico, cerca l'arguzia di una riscrittura o la vertigine dell'insolito.
Per forza di cose, Wagner Moura è uno scienziato sopra le righe: il suo Zero, dopotutto, vuole soltanto provare che l'amore fa parte di quell'equazione dell'universo a cui lavora da sempre. Un racconto dalla morale precisa, in grado di soddisfare lo spettatore senza eccessive pretese.

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