Trama IL LEONE DI VETRO | Sky Cinema
IL LEONE DI VETRO

IL LEONE DI VETRO

112'2014Storico
  • Regia: Salvatore Chiosi
  • Genere: Storico
  • Paese: Italia
  • Durata: 112'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: IL LEONE DI VETRO

Cast:

Claudio De Davide, Christian Iansante, Maximiliano Hernando Bruno, Nick Candy, Sara Ricci, Andrea Pergolesi, Carla Stella, Alvaro Gradella, Eleonora Panizzo, Vasco Mirandola, Stefano Scandaletti, Gaetano Rampin, Diego Pagotto, Christian Renzicchi, Leopoldo Bottero, Lily Tirinnanzi, Carlo D'Addio, Pierangelo Rossi, Fulvio Musco, Martin Nicolussi, Martin Pardatscher, Roberto Pavin

Trama:

Ottobre 1866. Venezia si trova davanti a un momento epocale: l'unificazione con l'Italia in un solo Paese. La famiglia Biasin, viticoltori da generazioni, è divisa in due: il nonno Alvise e il nipote Spartaco sono contrari all'unione, il capofamiglia Jacopo e suo figlio Marco, fratello minore di Spartaco, sono invece favorevoli. Al momento del plebiscito la spaccatura diventa ben visibile, e quando Venezia si unisce all'Italia Spartaco fugge e nonno Alvise comincia a raccontare alla nuora le origini dei guai della Serenissima, che hanno a che fare soprattutto con la dominazione napoleonica.
Realizzato con il sostegno del Consorzio Vini Venezia, della Regione Veneto e della Treviso Film Commission, Il leone di vetro racconta un territorio e un prodotto - il rosso Raboso, che nel film porta inciso sulla bottiglia il leone di San Marco - facendo coincidere quell'etichetta con un'identità culturale e regionale ben definita. La domanda posta ripetutamente nel corso della storia - "questa patria è un bene o un male?" - appare rilevante ai giorni nostri, e connotata da una matrice secessionista. Ma la produzione è stata abbastanza intelligente da attribuire il pensiero "federalista" a due personaggi lasciando ad altri due il compito di difendere l'unità nazionale. Anche la ricostruzione storica antinapoleonica, decisamente sopra le righe, viene ascritta ai ricordi del nonno, mentre l'amarezza di Jacopo nel constatare che la centralizzazione dello Stato si riduce in un proliferare di "tasse, leggi, forza pubblica, confisca di beni e proprietà" si schiera più apertamente contro l'amministrazione nazionale e gratificherà i movimenti indipendentisti.
L'altra mossa tattica della produzione è stata quella di affidare la regia de Il leone di vetro a un napoletano, Salvatore Chiosi, di buon mestiere. Entrando nel merito della resa filmica del progetto, nel colonnino dei pregi entrano di diritto gli attori, soprattutto il veterano Claudio De Davide nei panni del "gattopardiano" Alvise e Sara Ricci in quelli di Cecilia Querini, la contessa proprietaria di un'altra etichetta di Raboso, e la cura dell'immagine, con una buona ricostruzione d'epoca e soprattutto di un mondo, quello della produzione vinicola. Nel colonnino dei difetti ci sono un eccessivo didascalismo e una narrazione spesso televisiva, nonché il gusto manicheo per le provocatorie ricostruzioni storiche del nonno (una per tutte: le truppe napoleoniche che calpestano le ostie in una chiesa appena profanata).

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