Trama THE WALK | Sky Cinema
THE WALK

THE WALK

100'2015Drammatico
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  • Regia: Robert Zemeckis
  • Genere: Drammatico
  • Paese: USA
  • Durata: 100'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: THE WALK

Cast:

Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Patrick Baby, Marie Turgeon, Soleyman Pierini, Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Charlotte Lebon, James Badge Dale, Ben Schwartz, Steve Valentine, Sergio Di Zio, Mark Camacho, Clement Sibony, Jason Blicker, Mizinga Mwinga, Larry Day, Jason Deline, Christina Kelly, Soleyman Pierini, Daniel Harroch, Karl Werleman, Inka Malovic, Joel Rinzler, Jean-Robert Bourdage, Trevor Botkin, Yanik Ethier, Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Charlotte Lebon, Ben Schwartz, James Badge Dale, Steve Valentine, Sergio Di Zio, Mark Camacho, Clement Sibony, Nathaly Thibault, Jason Blicker, Florence Masure, Karl Graboshas, Larry Day, Jason Deline, Mizinga Mwinga, Christina Kelly, Adam Bernett, Inka Malovic, Patrick Baby, Trevor Botkin, Mark Trafford, Charlotte Lebon, Clement Sibony

Trama:

Il 7 agosto del 1974 il funambolo francese Philippe Petit realizza il suo sogno, qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno farà mai più. Per quasi un'ora cammina avanti e indietro su un cavo teso tra le torri gemelle di New York, a più di 400 metri d'altezza, senza alcuna protezione. Lo guardano la sua donna, gli amici che lo hanno aiutato, la polizia che aspetta di arrestarlo, la città e poi il mondo. Lo guardano le nuvole. Philippe Petit cambia il modo in cui New York guarda ai suoi nuovi simboli negli anni '70, li ammanta della magia dell'arte e dell'incredibile, realizza il sogno nella terra dei sogni. Poi, nel 2001, un incubo riscriverà quello sguardo e quello spazio, con un altro, definitivo, "per sempre".
Ci sono due torri, due paesi e due anime nel film di Zemeckis. C'è la Parigi della prima parte, che pare uscita da un musical di Stanley Donen apparso fuori tempo massimo, dove i protagonisti della storia più che arrampicarsi sul filo si arrampicano sugli specchi per giustificare il loro utilizzo dell'inglese, dove la finzione scolora la realtà nonostante costumi e fotografia s'ingegnino per fare l'opposto, dove accade esattamente ciò che non dovrebbe accadere sulla corda, e cioè che si finge, e questo - Philippe l'ha appreso dal suo mentore Papa Rudy - questo il pubblico lo sente.
Poi le cose cambiano, attraversato l'oceano la prospettiva si ribalta: qui Zemeckis fa sul serio e anche questo il pubblico lo sente. Il "colpo" di Petit diventa il colpo del regista; la posta in gioco è ambiziosa e la tecnica è tutto. Scollati dal suolo, a partire dalla notte sul tetto, il sogno del funambolo francese e il cinema dell'americano s'incontrano, sono fatti della stessa materia, comandano la temporalità con le loro leggi particolari, rubano il respiro, gelano le mani per l'emozione e per la temperatura dell'aria del cielo all'alba.
Se nell'intro del film, Petit/Gordon Levitt rifiutava di trovare un perché alla sua impresa, facendosi bastare il richiamo della bellezza e dello spettacolo, in coda, al contrario, Zemeckis sembra giustificare la sua scelta di girare The Walk col desiderio di partire da una storia vera per parlare di un'altra storia vera, fatta anch'essa di ansia e di vertigine, ma di segno opposto: una storia in cui l'equilibrio del mondo va in pezzi e i corpi precipitano anziché danzare sospesi. Quello rivolto all'undici settembre è un pensiero fin troppo evidente, per quanto reso silenziosamente, ma anche inevitabile. "La nostra civiltà - scriveva, all'indomani della tragedia, Paolo Lagazzi - è un sogno sospeso a un filo sottile".

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