Trama CHASSE AU GODARD D'ABBITTIBBI | Sky Cinema
CHASSE AU GODARD D'ABBITTIBBI

CHASSE AU GODARD D'ABBITTIBBI

100'2013Drammatico
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  • Regia: Eric Morin
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Canada
  • Durata: 100'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: CHASSE AU GODARD D'ABBITTIBBI

Cast:

Alexandre Castonguay, Sophie Desmarais, Margarete Haagen, Martin Dubreuil, René-Daniel Dubois, Céline Dompierre

Trama:

Dicembre 1968. Su Rouyn-Noranda, cittadina 'congelata' nella regione di Abitibi, il vento soffia l'onda del Maggio francese. E sulla cresta della Nouvelle Vague arriva Jean-Luc Godard con un progetto di televisione politica da realizzare a Radio Nord, un'emittente locale che gli offre carta bianca. Al seguito del celebre regista approda pure Paul, vidéaste marginale di Montréal e di ritorno da New York, che impatta la vita e la relazione di Marie e Michel. Cassiera senza sogni lei, scioperato logorroico lui, Marie e Michel prendono parte al progetto di Paul: armarsi di camera e microfono per dare parola a studenti, minatori, operai forestali, donne, mogli e casalinghe. Le interviste, girate, montate e messe in onda nella sede occupata di Radio Nord, aprono a Marie e Michel nuovi orizzonti e la possibilità di fare ed essere altro. Per i giovani amanti si tratta ora di decidere se restare o partire, se cercarsi in città o lasciare che l'onda lunga della rivoluzione li spinga fino mare.
Andare o restare, di questo dice (e 'canta') bene l'opera prima di Éric Morin, ex batterista degli Abbittibbi, un gruppo musicale québécois originario di Abitibi. E Morin ne aveva soltanto diciannove quando decise di abbandonare la provincia per Montréal e realizzare il suo sogno di fare cinema, traccia lasciata sulla neve e nell'immaginario popolare dal passaggio di Jean-Luc Godard a Rouyn-Noranda. La visita inattesa del celebre autore divenne per i giovani di allora e per i personaggi di Chasse au Godard d'Abbittibbi rivelatrice di una passione e di un desiderio di partire. A metà degli anni Novanta, Morin scopre dentro un libro di cinema l'episodio: nel dicembre del Sessantotto Godard si spinse nella sua città e nell'inverno canadese per tentare un'impresa televisiva inedita, rivoluzionaria e naturalmente anticapitalista. Esperienza poi fallita davanti alla critica e 'al generale inverno', che costrinse regista ed équipe a ripiegare.
Chasse au Godard d'Abbittibbi non è però un docufiction sulla visita di Godard ad Abitibi, per questo rimandiamo al documentario di Julie Perron (Mai en décembre), e nemmeno un omaggio all'autore di Fino all'ultimo respiro e Il bandito delle 11 ma una commedia 'artigianale' sul bisogno di evasione e su una questione discussa della provincia canadese: l'esodo dei giovani. Prodotto indipendente, girato in inverno con duecento figuranti e un budget di meno di un milione di dollari, Chasse au Godard d'Abbittibbi rivela indubbiamente l'influenza estetica di Godard ma mette in scena un triangolo che ha le irrequietezze, le dolci sospensioni, gli indugi e le improvvise accelerazioni di umori dei personaggi di François Truffaut.
Travolti dall'onda rivoluzionaria di cui Godard era (ed è) portatore sano, i protagonisti avviano un'indagine nella loro città, fondendo insieme sociologia e autobiografia e scoprendo l'urgenza di una radicale e coraggiosa messa in discussione di loro stessi. Catalizzatore delle loro aspirazioni, Paul li invita a interrogare gli altri. E dando voce ai propri concittadini, Marie e Michel troveranno la propria dentro un film che racconta un'epoca dove tutto era davvero possibile. Alla fine degli anni Sessanta la Francia e l'America sbocciavano a Maggio e a nuova vita, propagando il clamore della rivoluzione studentesca anche negli angoli più profondi del Québec, che cominciava ad aprirsi al mondo e a trasformarsi dall'interno. Sul piano formale ed estetico, Morin traduce il fervore di quegli anni con grande eleganza, senza mai scadere nella caricatura e inserendo con criterio la materia documentaria e la partecipazione di non professionisti.
Generoso poi l'intervento di Philippe B, compositore québécois, che ha realizzato una trama musicale in grado di fissare quegli anni caldi fino al punto di potersi inscrivere nel movimento dell'epoca. Abitato da attori straordinari del nuovo cinema quebecchese, Sophie Desmarais, filmata come le muse della Nouvelle Vague, Alexandre Castonguay e

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