Trama ADVANCED STYLE - LE SIGNORE DELLO STILE | Sky Cinema
ADVANCED STYLE - LE SIGNORE DELLO STILE

ADVANCED STYLE - LE SIGNORE DELLO STILE

72'2014Documentario
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  • Regia: Lina Plioplyte, Ari Seth Cohen
  • Genere: Documentario
  • Paese: USA
  • Durata: 72'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: ADVANCED STYLE - LE SIGNORE DELLO STILE

Cast:

Joyce Carpati, Ari Cohen, Lynn Dell, Zelda Kaplan, Jacquie Murdock, Debra Rapoport, Tziporah Salamon, Ilona Smithkin

Trama:

Avete presente quelle tristi storie di modelle bambine, strappate ai divertimenti della loro età, costrette a sperimentare quotidianamente i morsi della fame per non crescere di mezzo chilo, sempre lontane da casa, e destinate ad essere considerate comunque di serie B rispetto all'attrice o alla cantante di turno, perché ritenute prive di una propria creatività? Beh, le "ragazze" di Advanced Style raccontano alla telecamera di Linda Pilopyte una storia molto diversa, più felice e scanzonata, anche quando finisce in una bara. Una storia che si sono scritte da sole, rifiutando i dettami della moda del momento e le consuetudine legate all'età. Le loro cifre sono invertite, non hanno 18 anni ma 81, a volte 70, a volte 95. Qualcuna è quasi cieca, altre non possono sempre contare sulla forza delle gambe, ma hanno stile e personalità da vendere: se ne è accorto da tempo Ari Seth Cohen, che a loro ha dedicato un blog di grandissimo successo, e se ne sta accorgendo la moda, perché dietro c'è un potenziale nuovo mercato di riferimento, tutto da lanciare ed esplorare.
Joyce ama la lirica, porta sempre un lungo filo di perle, ha una collezione di borsette Chanel e una lunga treccia di capelli argentei, rigorosamente suoi. Debra ha i capelli di tanti colori accesi e l'energia di chi si è appena innamorata. Ilona non rinuncerebbe mai alle sue fulve ciglia finte. Lynn non sta letteralmente nella pelle per le cose che si vuole ancora concedere, dai viaggi in Oriente alla tappa di Hollywood. Molte sono vedove da decenni, ma non sono sole, perché si trovano fra loro per "il giorno del cappello" o perché la ricerca di bottoni antichi al mercato delle pulci le tiene impegnate come giovani mamme. Insegnano che non c'è tempo da perdere, ma anche che "perdere tempo" per curare la propria immagine, con fantasia e impegno, ripaga in salute e felicità. Non rinnegano la loro età, come tanti vecchi sono tornate un po' bambine ("Faccio quello che facevo a cinque anni", dice una di loro), ma in realtà hanno una lezione importante da diffondere, una filosofia di vita. La spargono per New York a piedi o in bicicletta, perché i loro abiti sono opere da mostrare al mondo, non sono certo fatti per essere tenuti all'oscuro dentro un interno domestico, e il mondo sorride e ha un po' meno paura.
Delle donne "di Ari" non conosciamo nulla riguardo la loro condotta negli anni in cui erano ancora impegnate nel lavoro o in famiglia, di alcune si sa che hanno un passato fatto di mille cose, alcune delle quali "un po' folli", ma quel che importa è la libertà che si sono conquistate per questo ultimo tratto di strada: la libertà di offrire di sé un'immagine ricercata con la cura di un artista e di offrirla non per soldi o per patologie narcisistiche, ma per il piacere di farsi apprezzare ancora, di essere ancora vive e oggetto di sguardo, e magari, perché no, per assicurarsi un pizzico di meritata eternità sulle riviste che le hanno ispirate.

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