Trama BRACCIALETTI ROSSI 2 | Sky Cinema
BRACCIALETTI ROSSI 2

BRACCIALETTI ROSSI 2

2015Drammatico
  • Regia: Giacomo Campiotti
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Italia
  • Durata:
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: BRACCIALETTI ROSSI 2

Cast:

Laura Chiatti, Carlotta Natoli, Giampaolo Morelli, Michela Cescon, Simonetta Solder, Carmine Bruschini, Aurora Ruffino, Dennis Garber, Moise Curia

Trama:

Leo, Vale, Cris, Toni e Rocco sono i Braccialetti rossi, ragazzi di varie età accomunati dalla necessità di superare una grave malattia. Del gruppo faceva parte anche Davide, che ha perso la battaglia con la morte. La domanda dunque diventa se i Braccialetti siano sopravvissuti alla morte di uno di loro. Nella puntata pilota della seconda serie Davide però c'è, sottoforma di spirito impegnato a vegliare sugli amici e sulla famiglia - anche se l'unico che lo vede, e interagisce con lui, è Toni il Furbo (che sarebbe meglio definire lo Strano). Al nucleo di base si uniscono nuovi personaggi: in quota rosa (perché era un po' riduttivo che del gruppetto facesse parte una sola ragazza) Nina, che ha il morbo di Hodgkins, e Beatrice, vittima di un incidente stradale. A loro si aggiungono un filippino maleducato e, fuori dall'ospedale, un bellimbusto che corteggia Cris.
A giudicare dall'episodio pilota, la seconda serie si preannuncia migliore della prima, perché si distacca dal rigido format spagnolo su cui era costruita per dare spazio alle personalità dei personaggi (e degli attori che li interpretano) con la disinvoltura e l'empatia che il regista Giacomo Campiotti ha sempre dimostrato verso i giovanissimi. I temi trattati sono ancora quelli tipici della sick lit, il nuovo filone prima letterario e poi tele e cinematografico che mette la malattia (soprattutto quella terminale) al centro della narrazione: la paura, l'isolamento, la rabbia, la difficoltà di tornare alla vita "normale", il rischio delle ricadute.
A questi si aggiungono quell'alone romantico e quegli intrecci amorosi adolescenziali che sono il vero "gancio" per gli spettatori under-18, gestiti a volte con delicatezza e pathos, altre con la mancanza di sfumature del fotoromanzo per teenager. Ma l'operazione è meno cinica di quanto si potrebbe temere, e affronta con un certo coraggio argomenti che davvero riguardano chi affronta un pericolo di vita, in qualche modo "sdoganando" narrativamente sia la figura del malato che la morte stessa, e affrancando entrambi dal pietismo da L'ultima neve di primavera.
Il protagonista assoluto è Leo, il "leone in gabbia" veterano del ricovero. Nella sua continua volontà di fare da comitato di accoglienza e da risolutore dei problemi (altrui), Leo rischia di dimenticarsi di sé. Abituato a "giocare d'anticipo" sulle brutte notizie e a mettere in conto che "tutto finisce", mostra una vocazione al martirio che fa di lui l'eroe romantico per antonomasia. E questo, alle ragazzine, piace di sicuro. La scrittura di Sandro Petraglia (arginata nelle derive melò da Campiotti) riesce ad essere anche ironica, la regia è agile soprattutto nelle sequenze ospedaliere (e pazienza se i degenti, oltretutto minori, sembrano liberi di scorrazzare a piacimento per tutta la struttura), e anche gli inserti surreali, conditi di realismo magico ed elementi fantasy, trovano il loro posto nella narrazione, e una dimensione estetica superiore a quella della serie televisiva ospedaliera (quantomeno italiana).
Il ritmo è serrato, la chimica fra i personaggi funziona, le caratterizzazioni (anche quelle più estreme, leggi Toni) sono accattivanti (quando non tracimano nello stucchevole), gli adulti di contorno sono interpretati con mestiere da un cast che vede interpreti di qualità come Andrea Tidona, Carlotta Natoli, Giorgio Colangeli e Vittorio Viviani.
Peccato per quegli accompagnamenti musicali invadenti e strappalacrime, con la sola eccezione di Ogni volta di Vasco Rossi che entra a pennello nella narrativa assicurando che ognuno di noi è vivo fintanto che c'è qualcuno che "si preoccupa di me".

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