Trama MURDER IN PACOT | Sky Cinema
MURDER IN PACOT

MURDER IN PACOT

130'2014Drammatico
  • Regia: Raoul Peck
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Francia, Haiti, Norvegia
  • Durata: 130'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: MURDER IN PACOT

Cast:

Alex Descas, Lovely Kermonde Fifi, Joy Olasunmibo Ogunmakin, Thibault Vinçon

Trama:

Haiti, Port-au-Prince. All'indomani del devastante terremoto del 2010, una coppia di borghesi si ritrova improvvisamente priva di mezzi, costretta ad abitare la dependance di pietra e a guardare la loro villa di tre piani sgretolarsi ad ogni scossa. L'arrivo di un cooperante europeo offre all'uomo la possibilità di affittargli l'appartamento pericolante e di guadagnarci del denaro. Con lui s'installa in casa dei due ex ricchi anche una ragazza haitiana, Andrémise, una giovane che viene dal ghetto e progetta di sfruttare il bianco Alex per cambiare vita e lasciare il paese.
Trema sotterraneamente fin dal suo inizio, solo apparentemente statico ma in realtà tacitato dallo shock, questo bel film di Roul Peck, ambientato in un'unità di luogo ma stratificato a livello tematico e destinato a caricarsi di dramma fino allo scoppio del temporale finale, del tutto metaforico.
Alex Descas, attore feticcio di Claire Denis, incarna il ricco intellettuale uomo nero, che nasconde con l'aplomb l'arroganza congenita, mentre la fragilità scoperta dalla rivoluzione degli eventi si tramuta lentamente in lui in incapacità di vivere e infine in cieca violenza. Alex, l'occidentale, colui che è lì per aiutare, senza che questo aiuto riesca mai a tradursi in qualcosa di concreto (al limite solo nell'immagine patinata di questa presunta concretezza), è il suo gemello morale, per quanto per ragioni opposte. Sono le donne a fare la differenza, in questo contesto, ma è una differenza impossibile e qualcuno dovrà farne le spese.
La vera demolizione, che si compie dapprima lentamente, solo minacciata, apparentemente temuta, poi sempre più volontariamente perpetrata, non è quella della villa ma quella della verità, identificata con la figura di Andrémise. È lei il vero straniero, il personaggio che porta in luce le feroci contraddizioni sociali della società haitiana, così come le false promesse dell'occidente, che tutti sanno false, ma fa parte del patto. Il pensiero non può non correre a Teorema di Pasolini, e le note di regia lo confermano: dall'architettura della casa, con il rimosso sotterrato letteralmente sotto le macerie, e la finzione dei piani alti, al desiderio incontenibile che Andrémise sembra provocare in chiunque, uomini e donne, è la sua libertà l'oggetto proibito e bramato, condannato a morte dall'invidia.
La poesia di Frankétienne commuove, quando ancora Peck vuol farci credere che una nuova vita sia possibile, ma il quadretto finale raggela senza scampo.

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