Trama AMELUK | Sky Cinema
AMELUK

AMELUK

98'2015Commedia
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  • Regia: Mimmo Mancini
  • Genere: Commedia
  • Paese: Italia
  • Durata: 98'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: AMELUK

Cast:

Mehdi Mahdloo Torkaman, Mimmo Mancini, Claudia Lerro, Francesca Giaccari, Dante Marmone, Roberto Nobile, Cosimo Cinieri, Paolo Sassanelli, Michele Di Virgilio, Maurizio Della Valle, Andrea Leonetti, Teodosio Barresi, Nadia Kibout, Miloud Mourad Benamara, Rosanna Banfi, Luigi Angiuli, Pascal Zullino, Tiziana Schiavarelli, Massimo Bagnasco, Helena Converso, Alberto Testone, Hedy Krissane

Trama:

Jusuf, immigrato giordano a Bitonto, lavora in un Internet point e ha sposato la bella locale, Maria, da cui ha avuto un figlio. Ma i rapporti con la consorte sono tesi e Jusuf si attira le antipatie di Mezzasoma, politico presuntuoso e razzista con un debole per Maria. Quando arriva il momento di mettere in scena la Via Crucis il parrucchiere Michele, che ha il ruolo di Gesù, è costretto ad abbandonare la scena, e il parroco Don Nicola chiama proprio Jusuf a sostituire l'infortunato. Peccato che l'uomo sia musulmano e che la comunità bitontina reagisca con orrore a questa scelta "blasfema". Iniziano così i guai per l'immigrato, fino a quel momento ben inserito nel contesto multietnico locale che comprende anche una sorella e un cognato gestori di un ristorantino arabo e un accademico ebreo con la passione per i congiuntivi.
Mimmo Mancini, attore e autore di cortometraggi al suo debutto alla regia e alla sceneggiatura di un lungometraggio di finzione, ricrea con gusto un microcosmo in cui politica locale, relazioni famigliari e diatribe religiose si incrociano quotidianamente, condividendo spazi comuni limitati. La sua descrizione comica della politica locale, che coinvolge tre candidati sindaci (uno dei quali somiglia a Richard Gere, parla anglo-bitontino e fa campagna elettorale con un poster alla Pretty Woman) e l'animatore di un centro sociale, è divertente anche se molto virata sulle corde del grottesco, in modo non dissimile da Arance e martello di Zoro, e con la stessa propensione all'esagerazione e alle lungaggini.
Una durata più breve e uno sfrondamento delle scene comiche gioverebbero alla riuscita finale di questo "melodramma di paese" ricco di interpretazioni gustose, fra cui primeggia proprio quella di Mancini nei panni del cinico e untuoso Mezzasoma.

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