Trama QUALCOSA DI NOI | Sky Cinema
QUALCOSA DI NOI

QUALCOSA DI NOI

74'2014Documentario
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  • Regia: Wilma Labate
  • Genere: Documentario
  • Paese: Italia
  • Durata: 74'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: QUALCOSA DI NOI

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Trama:

Dodici allievi della scuola di scrittura bolognese Bottega Finzioni si ritirano in una casa di collina per confrontarsi - ovviamente a favore di macchina da presa - con Jana, prostituta di professione e per scelta da 11 anni. In questo contesto bucolico, il più possibile libero da pregiudizi e condizionamenti, ma che anzi invita alla condivisione di commenti e obiezioni, sboccia una curiosità reciproca tra Jana - che si racconta senza inibizioni e con serenità e grazia inconsuete, distinguendo la sfera affettiva da quella lavorativa - e i singoli, che specchiandosi in lei si avvicinano, ognuno a modo proprio, alle proprie emozioni. Non è un seminario di approfondimento sul "fare la vita", ma un gioco di ruolo in cui l'esporsi della donna inevitabilmente porta i suoi interlocutori a ripensare il rapporto con il corpo, l'affettività, il denaro, l'amore, il tempo, la fedeltà (all'altro ma soprattutto a se stessi).
C'è spazio per le domande scomode - Le dimensioni contano? Perché si sceglie di prostituirsi? Cosa si cela dietro il linguaggio degli annunci di massaggi? - ma l'obiettivo non è soddisfare quesiti pruriginosi.
L'attrazione erotica per le storie, il piacere del guardare, la curiosità per un "mestiere" raccontato mille volte e sempre ammaliante, tutto in Qualcosa di noi riconduce all'eterna contrapposizione tra realtà e rappresentazione. Se il corpo di Jana è la fonte delle fantasie dei suoi clienti, perché non considerare un tramite altrettanto potente il corpo attoriale? Tutto riconduce, in ultima analisi, à la Fassbinder, alla necessità di essere amati. Per questo l'esperimento della Labate, tra sociologia e romanzo, potrebbe definirsi, come la sua interprete, un seduttivo "documentario di finzione": in una campagna che - come nel Decameron - fa da cornice al mondo in preda alla peste (in questo caso, l'incapacità di accettarsi, di realizzare una propria dimensione affettiva, di fare delle scelte precise di vita), una prostituta diventa attrice, e un'attrice svela sentimenti, anche di frustrazione. E tutti (tranne un personaggio più scettico e imbarazzato) si lasciano andare alle confidenze più intime e riprendere in un continuo, libero flusso di coscienza.
Grazie ad un'intimità sorprendente con la macchina da presa, Jana ruba la scena al gruppo; appena il film si allontana da lei per aprire delle parentesi a Londra (non particolarmente significative per delineare il personaggio di Orso), o per associare ai temi indagati un'incursione di gruppo al Teatro Valle di Roma, o sceglie il voyeurismo o una seduzione "costruita" nel finale, la perdita di tensione è netta. Le didascalie in coda, poi, dicono molto di più ai protagonisti che non al pubblico, per via del dichiarato intento se non "didattico", aspirazionale del film, che arriva a compimento di un processo laboratoriale di un anno. Accattivante, anche per la difficoltà di avvicinare tematiche così delicate e intime, Qualcosa di noi è esperimento, forma che resta volutamente aperta, incompiuta, terapia di gruppo che lascerà un segno in chi avrà il coraggio non solo di guardare ma di guardarsi. Dentro.

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