Trama SINISTER 2 | Sky Cinema
SINISTER 2

SINISTER 2

97'2015Horror
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  • Regia: Ciarán Foy
  • Genere: Horror
  • Paese: USA
  • Durata: 97'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: SINISTER 2

Cast:

James Ransone, Shannyn Sossamon, Lea Coco, Robert Daniel Sloan, Dartanian Sloan, Nicholas King, James Ransone, Shannyn Sossamon, Dartanian Sloan, Robert Sloan, Tate Ellington, Nicholas King, Laila Haley, Jaden Klein, Delphine Pontvieux, Nicole Santini, Lucas Jade Zumann, Lea Coco, Olivia Rainey, Tate Ellington, Lucas Jade Zumann, Caden M. Fritz, Jaden Klein, Olivia Rainey, Laila Haley

Trama:

A qualche anno di distanza dai fatti occorsi alla famiglia Oswalt, trucidata in circostanze misteriose, l'ex-poliziotto So & So non si rassegna e continua a indagare sui possibili legami tra diversi casi di omicidio che presentano delle macabre somiglianze. Sembra che le prossime vittime del demone Bughuul - evocato da un rito che prevede il sacrificio di una famiglia per mano di uno dei figli - siano Courtney e i suoi due figli Dylan e Zachary, trasferitisi in un'abitazione già oggetto di una strage orchestrata da Bughuul.
Sinister non rappresentava certo una rivoluzione in ambito horror: prendendo di peso ispirazione da Shining, The Ring e Il villaggio dei dannati, shakerati in un curioso mix, si presentava tuttavia come un dignitoso prodotto di genere, impreziosito dalla presenza di un buon cast (Ethan Hawke e Vincent D'Onofrio). Era lecito attendersi un sequel, meno attendersene uno così privo di appeal. Ciaran Foy, con a disposizione un budget molto ridotto, lascia intuire da subito di non avere il controllo di un progetto male assemblato.
La coazione a ripetere del secondo episodio smarrisce il senso alla base del suo predecessore rifugiandosi in una morale ambigua sull'estetica della violenza. Foy insiste sul tema del Super8 e della necessità di rivedere e rifilmare per poi passare all'azione: un tema vagamente metacinematografico che si sposa con l'inquietudine pre-adolescenziale, ma le suggestioni sono accennate e mescolate senza costrutto e senza preoccuparsi di chiarire il simbolismo (al di là del fascino vintage, perché il Super8 e non una definizione più alta?). Forse in mani migliori e con una sceneggiatura più curata (i buchi nello script di Derrickson e di Cargill, autori del primo capitolo, sono innumerevoli) Sinister 2 avrebbe potuto fornire spunti stimolanti, ma la gabbia del franchise blocca ogni forma di evoluzione. Bughuul si rivela un villain incapace di penetrare nell'immaginario degli appassionati e di affiancare i vari Freddy Kruger, Michael Myers e Jason Voorhees in un pantheon ideale, almeno quanto il detective privo di nome So & So, che pare quasi un Alan Smithee degli indagatori dell'incubo.
La necessità di ricorrere a espedienti che consentano al demone, attraverso la riproduzione della sua immagine, di accedere al mondo reale porta a scene forzate e dallo scarso impatto orrorifico, come l'apparizione attraverso il laptop o attraverso una vecchia radio (in cui anche la sospensione dell'incredulità si ferma di fronte a ostacoli insormontabili). Il look tra death metal e Michael Jackson di Bughuul e gli accenni timidi a una deriva comica di So & So, non si sa quanto volontaria, non aiutano di certo. Sprecata la Shannyn Sossamon di Le regole dell'attrazione e Road to Nowhere. Tutto considerato, e con buona pace di Bughuul e della sua tendenza a varcare cancelli dimensionali, sembra difficile che il secondo episodio di Sinister possa agevolare la longevità di un franchise che pare morto prima di cominciare.

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