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CINQUANTA SFUMATURE DI NERO

CINQUANTA SFUMATURE DI NERO

115'2017Drammatico
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  • Regia: James Foley
  • Genere: Drammatico
  • Paese: USA
  • Durata: 115'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: CINQUANTA SFUMATURE DI NERO

Cast:

Dakota Johnson, Jamie Dornan, Bella Heathcote, Kim Basinger, Luke Grimes, Tyler Hoechlin, Rita Ora, Marcia Gay Harden, Eric Johnson, Hugh Dancy, Max Martini, Eloise Mumford, Fay Masterson, Victor Rasuk, Robinne Lee

Trama:

Anastasia Steele ha detto basta a Christian Grey. Lo ama, ma non sarà mai la sua sottomessa. Il secondo capitolo riprende esattamente là dove ci aveva lasciato il primo, con i due innamorati che si separano, per volere di lei. Grey è talmente addolorato che non vuole rinunciare ad Anastasia, piuttosto è disposto a rivedere il contratto, a dimenticare le regole, a non imporle nulla che lei non voglia fare, pur di averla al suo fianco. Cade così, a due minuti dall'inizio dal film, il presupposto scandaloso che regge da anni i discorsi attorno ai romanzi e al loro adattamento. Si smorza il dibattito, i bacchettoni, le femministe, gli editorialisti davanti ai computer e le amiche al bancone del bar non sapranno più come scontrarsi o di cosa inorridire, mentre Cinquanta sfumature si rivela per quel che realmente è, ed è sempre stato: una romanticheria, la riesumazione di un'eroina d'altri tempi, che non ha mai conosciuto un uomo prima del suo inguaribile miliardario e che nasconde la sua funzionalissima naïveté dietro la mascherina degli studi di letteratura inglese. Ma è una maschera leggera, che si sfila con nulla: Thomas Hardy e Jane Austen non hanno colpe, la vera fonte, lo sa il mondo intero, è l'immaginario allusivo e trattenuto di Stephenie Meyer, che l'autrice di Cinquanta Sfumature ha riveduto e corretto a proprio modo, come la pratica della fanfiction permette e suggerisce di fare.

A Sam Taylor-Johnson era toccato il compito ingrato (non certo monetariamente) di rompere il ghiaccio della trasposizione cinematografica, un ghiaccio ispessito da pregiudizi e opinioni di massa, crociate del gusto e del disgusto, che hanno rapidamente sepolto criticamente un film che al botteghino ha invece sbancato e che, in fondo, resta miracolosamente a galla sul mare di assurdità e ridicolaggini che ne costituiscono la base. Il resto di saga che tocca ora a James Foley è, al confronto, un gioco da ragazzi, e come tale il regista sceglie di gestirlo, quasi dando ascolto alle parole della stessa Miss Steele quando, durante la riunione della casa editrice che si ritrova improvvisamente a dirigere (!), propone di combinare tradizione e novità, per soddisfare il pubblico più ampio, quello che ha tra i 18 e i 24 anni.

È la ricetta di Cinquanta sfumature di nero che di "darker" ha solo la promessa, il fondotinta in eccesso di Kim Basinger e il faccino smunto di un'ex tossica di Grey, l'unica a sperare di poter parlare ancora la lingua del sadomachismo, che -se mai c'è stata- è ormai lingua morta. L'ha sostituita quella della commedia romantica, delle lunghe sequenze musicali, delle proposte in ginocchio e delle serate in famiglia. Il thriller, che dovrebbe far capolino dalla backstory di Grey e dal personaggio di Jack, per ora non fa tremare una foglia. Le cravatte e le punizioni sono ridimensionate a oggetto di qualche battuta di spirito e a Dakota Johnson non resta che lamentarsi della punturina che le provoca sul viso la barba di Jamie Dornan. Barba che deriva niente meno che da una precisa richiesta delle lettrici: le vere "dominatrici" di questa saga.

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