Trama HYBRIS | Sky Cinema
HYBRIS

HYBRIS

83'2015Thriller
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  • Regia: Giuseppe Francesco Maione
  • Genere: Thriller
  • Paese: Italia
  • Durata: 83'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: HYBRIS

Cast:

Lorenzo Richelmy, Guglielmo Scilla, Tommaso Arnaldi, Claudia Genolini

Trama:

Per rispettare le volontà di Valerio, un amico da poco scomparso, Fabio, Alessio, Marco e sua sorella Penelope guidano fino ad una baita costruita in legno che sorge all'interno di una fitta boscaglia. Dopo essersi messi comodi con l'aiuto di qualche birra e di una chitarra, avviene l'inaspettato: tutte le finestre e la porta di ingresso sono scomparse. Senza via di uscita, antichi segreti e tensioni esploderanno, mettendo l'uno contro l'altro.
All'interno di un macro-schema codificatissimo com'è quello proposto fin dalla prima sequenza, Hybris cerca gradualmente un'astrazione, quasi volesse nobilitare un genere, per forza di cose di pancia, attraverso un'attenzione particolare ai rapporti di forza tra i suoi protagonisti. Esordiente nel lungometraggio, il ventenne Giuseppe Francesco Maione dimostra di trovarsi più a suo agio con gli umori di Quella casa nel bosco piuttosto che con i meccanismi base del primigenio La casa di Sam Raimi: la stessa mutevolezza degli ambienti, l'idea del luogo concluso e diviso dall'esterno rimandano ad una concezione più contemporanea e problematica rispetto ad una costruzione della tensione di stampo più eminentemente orrorifico. Su sceneggiatura di Tommaso Arnaldi, anche produttore e interprete nel ruolo di Marco, il film punta ad una sottigliezza di dialoghi che, a conti fatti, non riesce a raggiungere il risultato sperato sulla carta. E la hybris del titolo, con diretto riferimento alla colpa tragica greca che porta i personaggi a commettere errori ad essa legata anche a distanza di anni, può essere letta anche come la tracotanza di un team-teen ansioso di misurarsi con un sotto-genere di non facile riuscita. Peccato che l'andamento, nonostante una buona precisione nelle scelta delle inquadrature e nell'orchestrazione di alcune sequenze, risenta di un colpo di scena francamente poco forte. A conti fatti, Maione e Arnaldi, regista e scrittore, dimostrano di conoscere la storia del cinema, non appaia casuale il riferimento a Polanski, spesso autore di un cinema sottilmente crudele e dialogico, ma si fidano troppo del loro istinto, licenziando un lavoro che lascia con un vago sapore di insoddisfazione. La figura di Valerio, assente eppure presente in tutti i personaggi, avrebbe potuto essere sviluppata in maniera più dettagliata con conseguente sviluppo di un nucleo horror soltanto accennato e risolto sbrigativamente dal sonoro e da un home movie finale diventato ormai di rigore. Nella coda, comunque, si avverte qualche brivido. Realizzato da un cast di giovanissimi, Hybris ha un cast di attori adatti al loro ruolo che dimostrano di aver compreso bene la natura dell'operazione.

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