Trama SICARIO | Sky Cinema
SICARIO

SICARIO

121'2015Thriller
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  • Regia: Denis Villeneuve
  • Genere: Thriller
  • Paese: USA
  • Durata: 121'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: SICARIO

Cast:

Benicio Del Toro, Emily Blunt, Josh Brolin, Jon Bernthal, Jeffrey Donovan, Sarah Minnich, Raoul Trujillo, Maximiliano Hernández, Daniel Kaluuya, Lora Martinez-Cunningham, Alan Humphrey, Michael Sheets, Kaelee Vigil, Julio Cedillo, Dylan Kenin, Jyl Murray, Eddie Perez, Alan D. Purwin

Trama:

Un'imboscata dell'FBI rivela molto piu' di quanto era previsto: lo spettacolo orripilante di decine di cadaveri nascosti nei muri e con la testa sigillata in sacchetti di plastica. Per allargare la squadra che va a caccia dei mandanti di quel massacro la CIA arruola Kate, la giovane agente dell'FBI che ha partecipato all'imboscata rivelatrice, anche se lei è un'esperta di rapimenti mentre la squadra combatte da tempo contro il cartello messicano della droga. È l'inizio di una discesa agli inferi che coinvolgerà tutti i servizi segreti statunitensi (e la coscienza di un Paese) disposti a trasgredire ogni regola e a sacrificare ogni parvenza di umanità pur di mantenere il controllo (ma senza alcuna volontà di debellare il Male).
Il regista canadese Denis Villeneuve, dopo l'excursus fra i conflitti alimentati dai fondamentalismi religiosi in Medio Oriente ne La donna che canta, prosegue il percorso di denuncia degli Stati Uniti controllori (fallibili) del mondo iniziato con Prisoners, il suo primo film "americano" . I temi sono identici, qui più estremizzati: la volontà di mantenere un ordine a tutti i costi e la consapevolezza di trovarsi sempre e comunque di fronte ad un caos inarginabile, l'incapacità di proteggere i figli (propri e altrui) dall'escalation di violenza che non guarda in faccia nessuno, la progressiva deumanizzazione di chi si fa carico di "fare pulizia".
In Sicario la deumanizzazione prende due forme: quella cinica e istrionica di Matt, il team leader della missione contro il cartello messicano, interpretato da Josh Brolin con pericoloso carisma emulativo, e il killer del titolo, un mercenario colombiano che combatte per chi paga e nel contempo persegue un suo personale obiettivo, che ha il viso segnato e lo sguardo ambiguo di Benicio Del Toro. Fra di loro, vaso di coccio destinato a incrinarsi più volte, Emily Blunt nei panni di Kate, fragile anche fisicamente, decisa a non giustificare l'ingiustificabile ma disposta a prestarsi come esca. In un mondo in cui tutti usano tutti, Kate è supremamente utilizzabile e i suoi scrupoli servono solo a renderla un perfetto specchietto per le allodole.
Villeneuve fa di tutto per superare se stesso, registicamente parlando, inventandosi sequenze che devono moltissimo a The Hurt Locker e Zero Dark Thirty (entrambi girati da una donna che sa come non farsi usare), ma non riesce ad elevare il discorso già compiutamente espresso in Prisoners, con meno fuochi di artificio e meno grandguignole. L'universo di Sicario, privo di pietà e di senso, è letteralmente senza testa (scopo dell'operazione CIA-FBI è quello di decapitare il cartello messicano, Kate rischierà l'osso del collo e le decisioni sul destino delle persone vengono prese molto da "cervelli" più in alto rispetto ai corpi che cercano di sopravvivere in basso). "Non lasciateci all'oscuro", chiede un personaggio a Matt, e quello lo schernisce: "Hai paura del buio?". Come ricorda Sicario attraversando piu' volte le frontiere fra Messico e Stati Uniti, fra brutalità e civiltà (solo apparente), ci sono confini che è meglio non attraversare, e il momento di maggiore pericolo è quello del ritorno.

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