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IL REGNO DI WUBA

IL REGNO DI WUBA

111'2015Fantastico
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  • Regia: Raman Hui
  • Genere: Fantastico
  • Paese: Cina
  • Durata: 111'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: IL REGNO DI WUBA

Cast:

Bai Bai-he, Boran Jing, Wei Tang, Yao Chen, Eric Tsang, Sandra Ng Kwan Yue, Ni Yan, Wallace Chung, Sandra Ng, Yan Ni, Xiaodong Guo, Elaine Jin, Ludi Lin

Trama:

Uomini e mostri non possono convivere in armonia: i primi, per paura o per diletto, finiranno sempre per andare a caccia dei secondi. Consapevole di questo, la Regina dei Mostri, incinta e minacciata di morte, fa di tutto per preservare la salute del nascituro. Con una mossa disperata renderà gravido un umano, per giunta di sesso maschile: lo sciocco di buon cuore Song Tianyin. Saranno lui e la cacciatrice di mostri Xiaolan, tra mille vicissitudini, a dare alla luce il piccolo Wuba e poi a difenderlo da molteplici minacce.
In Occidente continua a sembrare impossibile da spiegare il successo di film come Il regno di Wuba e così continuano a pensarla i distributori che, in genere, li ritengono poco più di prodotti di nicchia. Difficile stabilire quanto conti la promozione e quanto l'effettiva distanza nei gusti del pubblico, di fatto - per il momento - alcuni blockbuster dell'Estremo Oriente restano tali solo in Estremo Oriente. Non si sa se andrà così anche per Il regno di Wuba, internazionalmente noto come Monster Hunt, un misto di live action e animazione digitale che in Cina ha incassato qualcosa come l'equivalente di 400 milioni di dollari, diventando il maggiore incasso di tutti i tempi di un film locale al botteghino cinese (sospetto di dati "estrogenati" a parte).
Il suo successo è semplice da spiegare ed è dovuto a un mix virtuoso tra generi cinematografici apparentemente eterogenei. Grande risalto alle arti marziali - benché le coreografie, ad uso e consumo dei più piccini, difficilmente accontenteranno l'appassionato esigente - e a una comicità demenziale e corporale, prevalentemente basata su flatulenze e difformità fisiche. Lo stile delle animazioni digitali, che tende ad arrotondare le forme e a ritrarne delle versioni particolarmente pingui, permette di ricondurre agevolmente Raman Hui e il suo staff alla sua ispirazione visiva prevalente, ossia l'estetica di Shrek. Non a caso il terzo episodio della saga dell'Orco è stato co-diretto dallo stesso Raman Hui. Dal canto suo Wuba, il pargoletto dei mostri che si presenta come una radice di rafano daikon con occhi, sei arti e zanne vampiresche, assomiglia molto alla creatura deliziosa di CJ7, opera diretta dal Stephen Chow di Kung Fusion, altra influenza evidente per estetica e narrativa di Il regno di Wuba. Il fatto che il piccolo Wuba attiri le attenzioni di molti golosi che tentano di affettarlo porta a diverse gag che colpiscono l'ingordigia della società cinese, dove tendenzialmente si finisce per cucinare tutto ciò che si muove.
Molti gli intermezzi musicali, con la colonna sonora di Leon Ko e la sua impronta pop come protagonista. È innegabile che Il regno di Wuba funzioni nel suo Paese d'origine, come è altrettanto innegabile che possa incontrare delle difficoltà a ottenere i medesimi consensi altrove, per alcune piccole ma significative divergenze di gusto e sensibilità. Ma resta un esempio di intrattenimento per bambini eccentrico e non convenzionale, che può funzionare se si abbassano drasticamente le proprie aspettative. Gli appassionati di cinema di Hong Kong riconosceranno diversi cameo, tra cui quelli di Eric Tsang e Tang Wei.

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