Trama DECALOGO, 1 | Sky Cinema
DECALOGO, 1

DECALOGO, 1

55'1989Drammatico
  • Regia: Krzysztof Kieslowski
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Polonia
  • Durata: 55'
  • Data di uscita: 1989
  • Titolo originale: DECALOGO, 1

Cast:

Magda Sroga-Mikolajczyk, Piotr Wyrzykowski, Anna Smal-Romanska, Bozena Wróbel, Ewa Kania, Aleksandra Kisielewska, Aleksandra Majsiuk, Maciej Slawinski, Herny Baranowski, Wojciech Klata, Maja Komorowska, Arthur Barcis, Maria Gladkowska

Trama:

Un lago ghiacciato e un paio di pattini nuovi come regalo di Natale. Potrebbero essere gli ingredienti di una fiaba d'altri tempi, invece diventano le cause di una tragedia. I colori di Decalogo 1 sono il grigio del lago e del cielo che sovrasta una Polonia invernale, il bianco della neve e dell'innocenza di Pawel (il bambino figlio del protagonista Krzysztof), il nero della morte e del senso di colpa del padre. Il film scorre lento nei suoi cinquanta minuti, alternando dialoghi misurati e intensi ad altrettanto significativi silenzi e a primi e primissimi piani che fanno riflettere. Il merito va forse soprattutto riconosciuto alla capacità di mettere in scena una vicenda forte nell'arco di un tempo breve: ci si affeziona in fretta infatti a Pawel benché della sua vita, a conti fatti, si finisca col sapere molto poco. Il ragazzino inoltre scomparirà letteralmente nelle acque di quel lago e definitivamente dalla vista dello spettatore, ormai già conquistato dalla sua intelligenza e curiosità esistenziale. Kieslowski gioca sul sottile confine che separa la realtà quotidiana dall'Oltre metafisico, confonde dimensione fenomenica e dimensione noumenica attraverso segnali subliminari: un uomo misterioso seduto vicino al lago, una boccetta d'inchiostro che si rompe all'improvviso (ecco ancora il colore nero che si sparge irrimediabilmente sulla carta bianca), lo schermo di un computer che si accende da solo e quasi risponde all'interrogazione umana.
Tutto ruota attorno all'eterno conflitto fede vs ragione, rappresentato a tinte nette dalla coppia di fratelli Krzysztof, ateo e razionalista, e Irene, cattolica. In alcune scene vediamo Pawel incuriosito dal mistero della morte e dal concetto di "anima", fare domande sia al padre che alla zia, e ascoltarli con uguale attenzione e fiducia. Un forte entusiasmo è senza dubbio quello che il bambino prova nei confronti del computer, oggetto quasi venerato da Krzysztof che vede in esso uno dei più alti traguardi della scienza e che ne apprezza soprattutto la possibilità di quantificare, calcolare, misurare, razionalizzare il reale. E qui sta il punto debole del personaggio, la sua trasgressione a quel primo comandamento "Non avrai altro Dio all'infuori di me". Il computer sembra dargli l'ebbrezza del controllo totale sulla realtà. In senso lato, il conflitto sotterraneo è quello eterno fra l'uomo creatura e l'uomo assetato d'infinito e di desiderio di poter dominare la natura: si può benissimo riconoscere in questa pellicola che rivisita temi biblici imbevendoli nella cronaca anni '80 quel pericoloso rapporto tipico della tragedia greca fra ybris (la tracotanza umana) e fzònos zeòn (la vendetta degli dèi) che alla fine conduce sempre l'uomo all'àte (la rovina).

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