Trama IL RAGNO ROSSO | Sky Cinema
IL RAGNO ROSSO

IL RAGNO ROSSO

95'2015Thriller
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  • Regia:
  • Genere: Thriller
  • Paese: Polonia, Slovacchia, Repubblica ceca
  • Durata: 95'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: IL RAGNO ROSSO

Cast:

Filip Plawiak, Malgorzata Foremniak, Marek Kalita, Wojciech Zielinski, Andrzej Konopka, Dorota Landowska, Adam Woronowicz

Trama:

Cracovia, 1967. Le forze dell'ordine danno la caccia a un killer seriale ribattezzato Red Spider. Durante una fiera alla periferia della città, Karol Kremer, campione di tuffi appartenente ad un circolo militare, rinviene per caso il corpo insanguinato di un adolescente. Un uomo nelle immediate vicinanze attira la sua attenzione: rinunciando a denunciare il fatto, decide di mettersi sulle tracce dell'indiziato.
In una scena centrale del film, il protagonista si trova in casa quando viene richiamato dal padre: «Mick Jagger», annuncia questi davanti al televisore acceso. Nell'aprile del 1967, infatti, il tour europeo degli Stones fa tappa a Varsavia. Con espressione euforica, il giovane osserva le immagini della folla in estasi per gli idoli provenienti dal Regno Unito. Nella Polonia del regime comunista, l'occidente passa soprattutto attraverso i simboli della cultura popolare, che veicolano nel blocco sovietico un'ideologia, quella capitalista, fondata sull'autoaffermazione. Karol Kremer (Filip Plawiak), all'inizio della storia, è nulla più che una ruota dell'ingranaggio: la prima inquadratura ce lo mostra nudo, spogliato della propria individualità e senza segni distintivi, mentre prende la doccia insieme ad altri atleti. L'abilità che ha maturato come tuffista gli garantisce una discreta popolarità, ma si tratta pur sempre di un risultato ottenuto in seno all'ordine costituito - in questo senso leggiamo la sua appartenenza al mondo militare - e che non è riconosciuto oltre i confini del luogo in cui vive, come egli stesso sottolinea alla giornalista che vorrebbe ingaggiarlo per un reportage fotografico. Diciannovenne, coltiva in segreto il desiderio di raggiungere la celebrità. Possiede inoltre un'inclinazione ossessiva nei confronti della morte, non sappiamo dovuta a cosa. Non sappiamo neppure quando la curiosità morbosa nei confronti dell'assassino (Adam Woronowicz, figura impiegatizia anche nell'ufficio del male) lascia spazio all'idea che costituirà la svolta drammatica del film. Quel che è certo è che in questa idea il protagonista ripone la sua speranza di riscatto. Il direttore della fotografia e documentarista Marcin Koszalka, qui al suo primo film di finzione di cui è anche co-sceneggiatore, ci regala un thriller misurato come la Cracovia rigida e spettrale nella quale si muovono i due protagonisti. Il primo prende a modello Karol Kot, un giovane criminale realmente attivo a Cracovia negli anni '60. L'altro, di cui poco sappiamo oltre la professione veterinaria, si ispira a Lucian Staniak, un personaggio di probabile invenzione conosciuto come 'Il ragno rosso' per via dell'inchiostro scarlatto usato per comporre le sue lettere minatorie. Koszalka li fa incontrare e sviluppa un'opera inedita che sfrutta i meccanismi del genere per disattenderli in una chiave tutta politica. Quando l'agente incaricato di sorvegliarlo incomoda Kremer per chiedergli un autografo, questi è ormai a tutti gli effetti una star, ha raggiunto il suo scopo, e un sistema fondato sul modello egualitario che egli ha così sconfitto ha appena fallito esprimendo la condanna di un uomo innocente. Nell'ultima sequenza la narrazione fa un balzo in avanti: è il 1978, l'anno in cui l'elezione al papato di Karol Wojtyla segna, per l'esperienza comunista polacca, l'inizio della fine. Raffigurato su una tela, il volto di Kremer è contratto in un ghigno da Joker. Quel ghigno è, anche, la disfatta di un'epoca che sta per terminare.

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