Trama MA MA - TUTTO ANDRÀ BENE | Sky Cinema
MA MA - TUTTO ANDRÀ BENE

MA MA - TUTTO ANDRÀ BENE

111'2015Drammatico
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  • Regia: Julio Medem
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Spagna, Francia
  • Durata: 111'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: MA MA - TUTTO ANDRÀ BENE

Cast:

Penelope Cruz, Luis Tosar, Asier Exteandia, Jon Kortajarena, Alex Brendemühl, Asier Etxeandia, Ciro Miró, Norberto Trujillo B., Samuel Viyuela, Mónica Sagrera, Silvia Abascal, Elena Carranza, Nicolás De Vicente, Anna Jiménez, Javier Martos, Anabel Maurín, Teo Planell, Penelope Cruz, Luis Tosar, Asier Etxeandia, Teo Planell, Anna Jiménez, Elena Carranza, Nicolás De Vicente, Virginia Ávila, Javier Martos, Anabel Maurín, Silvia Abascal, Alex Brendemühl

Trama:

Magda è una giovane madre di un ragazzino che gioca molto bene a calcio. Nello stesso arco di tempo perde il lavoro, il marito la lascia per una studentessa e lei scopre di avere un tumore al seno che ne richiede l'asportazione. A sostenerla nella lotta contro il male saranno il suo ginecologo e Arturo, un ex calciatore (ora ricercatore di talenti) conosciuto mentre assisteva a una partita del figlio.
Julio Medem afferma che il suo film è diviso in due parti che coinvolgono due modi di affrontare la vita e la malattia da parte della protagonista. Allo spettatore resta il compito di individuarle. C'è però un'ulteriore partizione nel film che lo trasforma in un'opera divisa in due. C'è infatti la descrizione partecipe e psicologicamente molto raffinata di come una donna, già provata su altri versanti dalla vita, può affrontare in età ancora giovane il confronto con il cancro e la sensazione di mutilazione della femminilità provocata dall'asportazione di un seno (si veda l'insistenza con cui Magda chiede se si possa salvarle il capezzolo).
Penelope Cruz offre, sotto questo punto di vista, accenti di profonda umanità al suo personaggio realizzando una delle sue performance interpretative più cariche di una dolce, ma inevitabilmente anche sofferta, umanità. Un'eccellenza recitativa che continua a mantenere anche quando il film devia verso il mèlo più marcato indebolendo così quanto era stato costruito nella prima parte. Perché se la scelta di mostrare un orgasmo così come Medem decide di portarlo sullo schermo è originale, non si può altrettanto elogiare la trasformazione del ginecologo in cantante appassionato o il succedersi di avvenimenti che rimandano poi con ripetitività a una mancata adozione da parte dello stesso. Lo spettatore più cinico e più critico nei confronti della sceneggiatura (scritta dallo stesso Medem) avrebbe potuto avere dei dubbi in proposito sin dall'inizio quando la protagonista, che ha da poco ricevuto la diagnosi, incontra Arturo che viene raggiunto nel giro di pochi minuti da una tragica notizia. Potrebbe sembrare inverosimile ma sono situazioni che nella vita accadono e che il cinema riproduce senza purtroppo dover inventare molto. E' la seconda parte del film, nonostante il simbolismo dei granchi sulla spiaggia, che mina l'equilibrio complessivo di un film che merita comunque di essere visto da uomini e donne per come sa proporre il tema della scoperta di un male invasivo.

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