Trama BLANKA | Sky Cinema
BLANKA

BLANKA

90'2015Drammatico
  • Regia: Kohki Hasei
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Giappone, Italia, Filippine
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: BLANKA

Cast:

Cydel Gabutero, Peter Millari

Trama:

Manila. Blanka è una ragazzina abbandonata che vive di furti e piccole truffe, nella speranza di accumulare il denaro sufficiente per potersi comprare una madre. Un giorno incontra Peter, un anziano musicista di strada non vedente, e, dopo l'iniziale diffidenza, tra i due nasce una sincera amicizia. Blanka scopre così di avere una bella voce e i due finiscono per esibirsi in un locale: sembra l'inizio di una nuova vita, ma il sogno di un futuro radioso termina presto.
Se c'è un popolo che rappresenta meglio di ogni altro il caos e il divario sociale del presente, questo è il popolo filippino, apolide e nomade insieme. Protagonista di una diaspora che non ha fine e che porta i suoi abitanti a intraprendere i lavori più umili, a Occidente come a Oriente, per permettere alle proprie famiglie, in patria, di sopravvivere. Un luogo di natura incontaminata e di incubi metropolitani, come quelli che perseguitano la sfortunata vita di Blanka, una ragazza come tante a Manila: orfana o abbandonata, obbligata dalla sorte a ignorare talento, vocazione o carattere per omologarsi al destino comune a tutti i reietti della città. Furto, delinquenza, raggiro, l'obbligo di possedere qualcosa che non le appartiene o di non possedere nulla.
Il regista giapponese Hasei Kohki guarda a Charles Chaplin e al suo stile inimitabile, con riconoscenza e deferenza tali da spingerlo a un omaggio esplicito, durante uno dei numeri che precede l'esibizione di Blanka e Peter. È come se su Blanka aleggiassero, invisibili, la maschera di Charlot e il suo sorriso salvifico, capace di brillare in un mondo di tragedia e miseria: una raffigurazione antica e semplice delle differenze sociali e delle emozioni umane, così lontana da un immaginario contemporaneo coperto da cumuli di sovrastrutture illusorie e consolatorie, denudate dalla sferza della crisi. L'odissea di Blanka è quella di un mondo eroso dai vizi capitali, in cui la vita del singolo non ha più alcun valore, in cui anche le madri si possono comprare (o almeno ci si può illudere di poterlo fare).
Ogni azione, ogni slancio della protagonista, guidato dall'istinto, genera l'effetto contrario a quello desiderato, e caccia la ragazzina nei guai; nell'abisso della disperazione meglio non spiccare e non attirare l'attenzione, come impara a proprie spese la bambina. Una realtà così claustrofobica da trasformare anche il ruolo dell'orfanotrofio, luogo iconico della prigionia dello spirito: l'esito è lo stesso de I quattrocento colpi di Truffaut, la fuga. Ma se Antoine Doinel scappava da una prigione, Blanka si allontana da una pantomima della società, che di questa riproduce gli atteggiamenti più egoisti e avidi. Per poi affrontare il mondo ostile, in un misto di paura e di speranza, guidata dalla saggezza di chi non può (o non vuole) vedere. .

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