Trama ROGER WATERS - THE WALL | Sky Cinema
ROGER WATERS - THE WALL

ROGER WATERS - THE WALL

155'2015Eventi
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  • Regia: Roger Waters, Sean Evans
  • Genere: Eventi
  • Paese: USA
  • Durata: 155'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: ROGER WATERS - THE WALL

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Trama:

La storia di Roger Waters e "The Wall" prende un'altra piega. Nel film che lo stesso bassista ha firmato assieme a Sean Evans non c'è solo la ripresa di una delle date del tour del 2013, in cui veniva suonato e messo in scena dal vivo tutto l'album "The Wall" con una coreografia elaborata e complessa, ma anche un'aggiunta. I brani sono intervallati da immagini che mettono in scena il viaggio in macchina di Waters stesso prima in Francia e poi in Italia. Il musicista si muove con un amico, poi con i figli e infine con figure immaginarie verso le tombe di suo nonno, morto nella prima guerra mondiale in Francia, e suo padre, morto nella seconda guerra mondiale vicino Anzio. Intanto sul palco tra proiezioni e ingerenze totalitariste viene costruito e distrutto il muro.
Lo spettacolo e le idee che animano Roger Waters - The wall, versione 2015, non sono ormai più quelle che animavano "The Wall" all'origine, nel 1979, e il motivo del cambiamento sta nell'audiovisivo. L'album dei Pink Floyd nasceva da un'ossessione dello stesso Waters per l'alienazione e l'isolamento, un rifiuto partorito durante un tour; nasceva insomma dal desiderio di mettere un muro tra sè e il pubblico, cosa che poi negli spettacoli effettivamente veniva fatta. Per arrivare a questo il gruppo aveva creato un intero concept album in cui un protagonista immaginario, in seguito ad un'educazione repressiva e diversi fallimenti nella propria vita, creava un muro tra sè e gli altri, fino ad immaginarsi come un dittatore. Tre anni dopo l'uscita dell'album arrivò al cinema Pink Floyd - The Wall, il film di Alan Parker, che a quelle musica sovrapponeva delle animazioni che deviavano il senso di musica e parole nell'antimilitarismo. La visione di quel film nel tempo ha mutato le idee di Waters stesso riguardo il suo album, fino a condurlo su quegli stessi percorsi di senso.
Negli ultimi decenni Roger Waters, personalità fastidiosa e scomoda, insubordinata e poco conciliante, è molto cambiato e i suoi interessi si sono spostati verso l'antimilitarismo e in particolare verso la causa palestinese. Il muro che nel 2015 viene raccontato da questo film è un muro su cui compaiono i caduti di diverse guerre, è la celebrazione dell'ingiustizia di ogni conflitto e contemporaneamente una funerea elegia. Le medesime parole e le medesime musiche che raccontavano l'alienazione ieri, oggi servono a condannare qualsiasi deriva autoritaria e gli orrori dei conflitti armati.
Con la consueta precisione filologica il gruppo che supporta Waters ricalca alla perfezione il disco, senza permettersi nessuna variazione. Siamo per larghi tratti dalle parti dell'imitazione pura (anche gli assoli sono ripresi nota per nota, distorsione per distorsione come battute di un testo teatrale). Perché in "The Wall", come sempre, la messa in scena rivaleggia quanto ad importanza con la musica, la completa e ne integra il significato (fino addirittura a cambiarlo come già detto).
L'unica concessione extra narrativa, l'unico momento esterno al flusso del nuovo concept antimilitarista Waters se lo concede su "Mother". La canzone è infatti suonata da due Roger, quello giovane, estratto da un concerto del 1979 all'Earl's Court (proiettato sul muro) e quello di oggi. Entrambi con una chitarra acustica cantano e suonano le medesime note in sincrono. È solo uno dei molti ottimi momenti di un film-concerto che aspira ad essere di più, concettualmente fondato su un impianto solido e idee granitiche ma non sempre in grado di essere scorrevole come nelle sue sequenze più riuscite. Di certo nella lunga e gloriosa storia cinematografica dei Pink Floyd (e dei suoi membri), questo è un capitolo più che valido.

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