Trama GREEN ROOM | Sky Cinema
GREEN ROOM

GREEN ROOM

94'2015Thriller
Guarda il trailer
  • Regia: Jeremy Saulnier
  • Genere: Thriller
  • Paese: USA
  • Durata: 94'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: GREEN ROOM

Cast:

Anton Yelchin, Imogen Poots, Alia Shawkat, Joe Cole, Mark Webber, Patrick Stewart, Kai Lennox, Eric Edelstein, October Moore, David W. Thompson, Taylor Tunes, Joseph Bertot

Trama:

Una band punk a corto di serate accetta da un roadie scalcagnato di suonare ad un ritrovo di white supremacists, skinhead d'estrema destra da provincia americana. Giunti in loco la serata si svolge in uno scenario di grande tensione e la band la porta avanti con la sfacciataggine che gli compete ma la tragedia inizia a spettacolo finito, quando prima di andarsene sono involontari testimoni di un omicidio a sangue freddo da parte degli organizzatori. Rinchiusi in una stanza sanno che tutti lì fuori li vogliono morti e, a differenza loro, sono perfettamente in grado di ucciderli.
Il colore blu, quello delle rovine, era in Blue Ruin l'apice del cinema di vendetta, ora con il colore verde della stanza di Green room Jeremy Saulnier affronta il cinema d'assedio senza cambiare piglio. Sangue, risate e tensione, gli ingredienti sono gli stessi di moltissimo cinema d'exploitation dalla produzione facile, solo che per Saulnier non c'è nulla di facile. Il regista americano è uno dei pochissimi a produrre a basso budget film in cui la violenza è tanto potente quanto distante, brutale, cattiva e in mano a persone che non sono in grado di gestirla, come una pistola che potrebbe esplodere nella mano di chi spara in ogni momento. Ma ancor di più a stupire è la maniera in cui questo cineasta gira i suoi film di grandissimo intrattenimento: spaventato e timoroso dai massacri che mostra e che per questo sono ancor più vivaci di quanto non siamo abituati. Nei film di Saulnier anche i piccoli tagli bruciano e appaiono violenti come le grandi esecuzioni, anche i calci sembrano un atto intollerabile e da cui non si potrà mai più tornare indietro. Non è cinema dell'orrore ma lo spavento di fronte all'imminenza della minaccia è più tangibile che in quel genere.
Basterebbe il rigore estremo e il minimalismo con il quale monta i suoi film per fare di questo regista la promessa migliore del cinema di tensione, eppure al suo terzo film continua a dimostrare come, assieme all'ironia imprescindibile per potersi divertire assieme al proprio pubblico, abbia anche lo sguardo migliore. Green room non ha il rapporto complesso con il genere da cui proviene di Blue Ruin, è un film dalle qualità immediate e deliziosamente superficiali, mette in pratica il piacere di fare cinema dimostrando per l'ennesima volta che questo, anche per le storie più semplici, si annida nei dettagli e dalle motivazioni individuali. Dei molti protagonisti e antagonisti chi si salverà dall'assedio? A cosa era dovuta quella morte iniziale? Cosa muove i loro nemici? A tutte queste domande di rito il film risponde gradualmente, assecondando il flusso della narrazione senza mai interromperlo per fare posto alle spiegazioni o senza ricorrere ai suggerimenti che vengono da altre opere.
Per la prima volta in grado di accedere ad un cast di volti noti inoltre Saulnier sceglie di concentrare il meglio nel grande villain interpretato da Patrick Stewart ma la sorpresa è invece la piccola punk di Imogen Poots, racchiusa nello spavento all'inizio e al procedere del film sempre più personificazione del delirio sanguinario.

Mostra altro