Trama NATIONAL THEATRE LIVE - AMLETO | Sky Cinema
NATIONAL THEATRE LIVE - AMLETO

NATIONAL THEATRE LIVE - AMLETO

2016Documentario
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  • Regia: Lyndsey Turner
  • Genere: Documentario
  • Paese: Gran Bretagna
  • Durata:
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: NATIONAL THEATRE LIVE - AMLETO

Cast:

Barry Aird, Eddie Arnold, Leo Bill, Nigel Carrington, Ruairi Conaghan, Benedict Cumberbatch, Rudi Dharmalingam, Colin Haigh, Paul Ham, Diveen Henry, Anastasia Hille, Ciarán Hinds, Karl Johnson, Jim Norton, Amaka Okafo, Dan Parr, Jan Shepherd, Morag Siller, Matthew Steer, Sergo Vares, Dwane Walcott

Trama:

Le vicende del Principe di Danimarca il cui padre è stato ucciso dallo zio che subito dopo ne ha sposato la madre, i suoi dilemmi, la sua finta pazzia e la tragica fine rivivono in una messa in scena del National Theatre che ha come protagonista Benedict Cumberbatch.
Sono trascorsi 400 anni dalla morte di William Shakespeare ma, come titolò un suo prezioso saggio Jan Kott il bardo è e resta un nostro contemporaneo. È per questo che, unico nel vastissimo panorama teatrale di tutti tempi, ha potuto 'sopportare' tutte le riletture, anche le più astruse, conservando sempre la forza interiore dei testi. Nello specifico lo studioso polacco affermava: " Nell' "Amleto" ci sono molti problemi: la politica, la violenza e la morale, la disputa sull'identità tra teoria e pratica, sui fini ultimi e sul senso della vita; è una tragedia d'amore, una tragedia familiare, nazionale, filosofica, escatologica e metafisica. Tutto quel che volete! Ed è anche uno sconvolgente studio psicologico. E' una storia cruenta, un duello, una grande carneficina. Non c'è che da scegliere. Ma bisogna sapere a che scopo e con che criterio si sceglie."
Al National Theatre hanno saputo trovare entrambi. Grazie a un palco la cui ampiezza non è comune la messa in scena, che vede come fondale la parete di una casa nobiliare, consente una notevole possibilità di movimento e di scelte registiche e di illuminazione che favoriscono anche la ripresa per lo schermo, grande o piccolo che sia. La collocazione temporale è volutamente indefinita e pertanto carica di anacronismi pensati per concretizzare anche visivamente l'impossibilità di cercare di ancorare il lavoro di Shakespeare a un'epoca in cui tentare di mummificarlo. L'Amleto di Cumberbacht (che apre la proiezione con una breve intervista e con una visita a una scuola i cui allievi stanno mettendo in scena in modo creativo proprio l'"Amleto") ha innanzitutto un pregio: è giovane come deve essere il personaggio. In troppe occasioni abbiamo visto attori pur straordinari offrirgli un aspetto ormai troppo maturo. Lo stesso Branagh, che all'epoca in cui girò il suo film era più giovane dell'attore londinese, aveva comunque un aspetto più adulto.
È così l'idea di giovinezza quella che arriva al pubblico, con tutte le sue complessità e problematiche, allora come ora. La regia teatrale impone poi un ritmo notevole alla prima parte di un testo che viene proposto nella quasi totale integrità, riservandosi poi toni più intimi per l'atto finale. Lo spazio del palcoscenico è pronto a trasformarsi da palazzo a terra desolata uscendo dalla quale Ofelia può andare a perdersi nel buio parzialmente illuminato della sua follia. L'impressione che se ne ricava è quella di partecipazione diretta a una rappresentazione che coinvolge. Quattrocento ma non li dimostra.

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