Trama MI RIFACCIO IL TRULLO | Sky Cinema
MI RIFACCIO IL TRULLO

MI RIFACCIO IL TRULLO

2016Commedia
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  • Regia: Vito Cea
  • Genere: Commedia
  • Paese: Italia
  • Durata:
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: MI RIFACCIO IL TRULLO

Cast:

Uccio De Santis, Lorena Cacciatore, Pietro Genuardi, Stefano Masciarelli, Umberto Sardella, Antonella Genga, Gianni Ciardo, Tiziana Schiavarelli, Claudio Insegno, Beppe Convertini, Giustina Bonomo, Franco Paltera, Brando Rossi, Giacinto Lucariello

Trama:

Michele Modugno è un muratore pugliese famoso per essere un inguaribile Don Giovanni. In costante ritardo con le rate del mutuo, lui e la sorella sono costretti ad affittare il trullo di famiglia ad un'anziana signora settentrionale per saldare un grosso debito che altrimenti rischia di rovinarli. Un imprevisto costringe la donna ad annullare la partenza e, al suo posto, Michele viene sorpreso dall'arrivo di una giovane e bella ragazza milanese, Giada, avvezza all'aperitivo -"l'ape" per gli amici - e agli inglesismi. Le differenze tra i due sono subito evidenti e le incomprensioni si trasformano presto in irresistibile desiderio, ostacolato da una comare innamorata di Michele per cui il nostro è costretto a fingersi francescano. In tutto questo intanto il trullo di famiglia viene letteralmente rubato, e la bella milanese sarà costretta a soggiornare nella casa/trullo che il protagonista condivide con l'anziana madre.
In un paesino dell'entroterra pugliese, la classica storia del ragazzo di paese innamorato di una donna abituata agli ambienti mondani trova la sua originalità nel giallo della sparizione della tipica costruzione dal tetto a cono, smontata pezzo per pezzo e destinata a ornare la villa lontana di un ricco uomo d'affari.
Sullo sfondo di una puglia da cartolina, si mischiano elementi contraddittori in grado di rappresentare ciascun personaggio nella sua specificità: un commissario alle prese con uno strano metodo per smettere di fumare; un prete in grado di carpire per primo gli umori dei compaesani; turisti un po' superficiali in cerca di svago e affari non propriamente leciti. Trait-d'union tra le vicissitudini personali che popolano il ridente paese è l'indagine sul furto anticonvenzionale degli antichi mattoni, attorno al quale si riunisce una serie di caratteristi elevati a simbolo paradigmatico dell'Italia tutta.
Gennaro Uccio De Santis si cala alla perfezione nel ruolo del caricaturale ragazzo di provincia dal dialetto fortemente marcato, instancabile nel sognare un futuro idilliaco in America. Ciononostante l'impressione è del brillante teatrale prestato al cinema, che si dimena tentando invano di creare un immaginario visivo, per inciampare, ahinoi, sull'abuso grottesco del parlato. Infatti, tra i luoghi comuni di atteggiamenti parossistici, con cui si vorrebbe scardinare lo stereotipo, il film ritrova una spiccata verve comica solo quando la scrittura si concentra sui passaggi in cui si svolge l'azione, abbandonando le gag da varietà di matrice televisiva.
Con un marcato messaggio di unità nazionale, il film di Vito Cea tenta di rilanciare il fortunato genere della commedia made-in-sud, peccando di autoreferenzialità laddove Miniero (Benvenuti al Sud) giocava ironicamente sui cliché regionali. L'attenzione alla caratterizzazione estrema dei protagonisti è un arma a doppio taglio che rischia di penalizzare l'equilibrio narrativo, con la commedia rosa fulcro della narrazione fino ai tre quarti buoni del film. Nonostante l'impostazione registica classica, poco avvezza ai virtuosismi tecnici e linguistici, la genuina semplicità degli intenti scade nella perentorietà di qualche affermazione che risulta come uno scambio meccanico di battute già sentite - ti presento IL Giampy e LA Roby-, a tratti prevedibili. L'unica vera rivelazione di un'opera comunque godibile, è il paese di Cisternino, il perimetro entro cui il regista, senza pretese di autorialità, riscopre le meraviglie della valle dell'Itria insieme a una milanese "liquida", in un viaggio spassoso alla ricerca di nuove radici.

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