Trama RINO - LA MIA ASCIA DI GUERRA | Sky Cinema
RINO - LA MIA ASCIA DI GUERRA

RINO - LA MIA ASCIA DI GUERRA

56'2015Documentario
  • Regia: Andrea Zambelli
  • Genere: Documentario
  • Paese: Italia
  • Durata: 56'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: RINO - LA MIA ASCIA DI GUERRA

Cast:

Andrea Zambelli

Trama:

Vittorio Rino Bonalumi ieri militava nella guerriglia partigiana in Val Brembana, oggi è invalidato dall'Alzheimer, con il quale convive assistito dalla moglie Lina. Il regista Andrea Zambelli, suo vicino di casa e nipote adottivo, ne raccoglie la testimonianza attraverso girato originale e di repertorio componendo un ritratto a due voci. Rino racconta di quella volta che è scampato a un ufficiale fascista nascondendosi sotto il materasso, di quando la Brigata di Paladina fondata da lui, suo fratello, Tino Roncalli, Bonfanti, Cavagna e un altro hanno assaltato la caserma di Ponte San Pietro in sella alle biciclette, dell'azione a Villa Masnada il 26 settembre 1944, della reclusione di sei mesi nel carcere di Sant'Agata dopo la riconsegna delle armi il 25 aprile dell'anno successivo; ancora di quando è emigrato in Svizzera - dove ha incontrato e sposato Lina, mondina di Piacenza - dalla quale è stato espulso per attività politica clandestina nel 1963. Zambelli ne tiene diario, in formati diversi, su supporti in via di estinzione: riprese in 8mm, VHS, Super8 e MiniDV collezionate dal protagonista e montate dal regista nella convinzione che documentare sia di per se stesso un modo di resistere.
La memoria della resistenza si oppone alla resistenza della memoria. Il film non è però il memoriale di un eroe; piuttosto la cronaca del rapporto tra due uomini cui la distanza generazionale non permette il confronto diretto ma che dialogano ciascuno secondo il proprio linguaggio; militanza istintiva e di pancia, quasi apolitica, per il più anziano; coscienza critica dei mezzi di cui dispone per il giovane film-maker, e consapevolezza di una realtà sociale oggi ambigua, nella quale ricerca senza soddisfazione forme di ribellione altrettanto pervicaci. Perché se "le storie sono asce di guerra da disseppellire", così come recita la citazione di Wu Ming posta in apertura, la sensazione è che oggi si lotti con armi improprie. In tralice, senza che venga interrogato, il tessuto affettivo che lega Rino a sua moglie, donna vigile dallo sguardo lucido e dal corpo allenato alla pazienza, capace di governare il marito che ancora ama e di stargli accanto nella malattia che lo ha reso assente e senza memoria. Come noi.

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