Trama OLA BOLA | Sky Cinema
OLA BOLA

OLA BOLA

113'2016Sportivo
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  • Regia: Chiu Keng Guan
  • Genere: Sportivo
  • Paese: Malesia
  • Durata: 113'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: OLA BOLA

Cast:

J.C. Chee, Frankie Lee, Daphne Low, Bront Palarae, Mark Williams

Trama:

Marianne, giovane producer di un'emittente malaysiana, viene incaricata di fare ricerche sulla storia della nazionale di calcio degli anni '80: un progetto che la entusiasma poco e la stressa molto, ma che è decisa a realizzare con determinazione prima di lasciare il Paese e inseguire un sogno che sta racchiuso in appena tre lettere, BBC. Marianne le scandisce solennemente di fronte ai suoi colleghi come una promessa di successo, per il resto sta rintanata in sala proiezione nel silenzio, per non dire sconforto, più totale: presente ma in fondo distaccata, troppo lontana per interessarsi a una squadra che ha fatto la gloria della Malaysia, ma che sembra non aver lasciato altro che qualche filmato ingiallito. La svolta arriva con una visita a Sabah, regione a est del Paese, dove Marianne incontra uno dei reduci della nazionale del 1980: Eric Yong. Vedendola con Eric e il suo nipotino seduti intorno a un tavolo, capiamo che il racconto vero deve ancora partire e che Marianne, inizialmente estranea alla vicenda proprio come lo siamo noi, deve solo accompagnarci nel viaggio. Un flashback protratto, occasionalmente interrotto da brevi ritorni al presente, sulla carriera di Eric, Tauke, Ali, Muthu e gli altri componenti della formazione che si battè duramente per la qualificazione della Malaysia ai Giochi Olimpici di Mosca.
Virate su colori caldi e rassicuranti, ben valorizzati dal contrasto con il bianco del salotto dove Eric accoglie Marianne, le immagini del flashback ripercorrono l'evoluzione di una squadra che da dilettante arriva a sfidare le grandi potenze mondiali, e di tutte le personalità coinvolte in questo desiderio di riscatto. Un universo di personaggi secondari che fa di Ola Bola un film se non corale, "collettivo", che trae linfa vitale dalle storie a tutto tondo che ruotano intorno alle vite dei giocatori. Tutte meritano di essere ricordate, tutte valgono almeno quanto quella del narratore Eric, all'epoca neoarrivato nella squadra e subito promosso ad attaccante, per l'irritazione dei veterani che da anni aspiravano a una posizione più rispettabile della panchina. C'è Ali, vera punta di diamante che si allena strenuamente per raggiungere il mitico numero 10. C'è Chow Kwok Keong, da tutti chiamato Tauke, ragazzo talentuoso ma poco disciplinato, che poco si presta alle indicazioni del nuovo allenatore appena giunto dall'Inghilterra, Harry Mountain. E poi Muthu, instancabile portiere che si dedica al calcio nonostante le pressioni del padre che lo vorrebbe come aiuto nelle piantagioni di cocco. Insieme a loro, familiari, vicini, colleghi e tutta la popolazione malaysiana si stringono davanti al televisore pronti a sospirare per un rigore mancato o a urlare "Gol! Gol! Gol!" fino a perdere il fiato. Uniti nella speranza di un traguardo, tanto più eroico quanto a noi sembra insignificante, come la semplice qualificazione alle Olimpiadi.
Il regista Chiu Keng Guan, ancora fresco di successo per The Journey, sa bene come dare vita a una storia dal fortissimo impatto emotivo: alle immagini movimentate sul campo da calcio si alternano leggere e ampie panoramiche sulle bellezze naturali del luogo e sulla bandiera al vento, debolezze "nazionalistiche" che gli si perdonano per le scene di vita familiare che con ironia e ritmo nei dialoghi riesce a costruire. Significativa è anche l'appartenenza dei giocatori alle principali etnie che compongono la popolazione della Malaysia: malesi, cinesi e indiani sono tutti rappresentati in quelli che, alla fine, non sono altro che giovani uomini accomunati dalla stessa passione. Un'ulteriore, perfetta, lezione di integrazione viene poi da Rahman, buffo radiocronista affezionato alla squadra, che per convincere Tauke dell'importanza dello spirito collettivo a scapito dell'orgoglio personale, mette il suo braccio dall'incarnato scuro accanto a quello chiaro del ragazzo: portano due colori diversi, ma sono amici, per non dire fratelli, perché non funziona così per tutti?
È so

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