Trama CRISTIAN E PALLETTA CONTRO TUTTI | Sky Cinema
CRISTIAN E PALLETTA CONTRO TUTTI

CRISTIAN E PALLETTA CONTRO TUTTI

90'2015Commedia
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  • Regia: Antonio Manzini
  • Genere: Commedia
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: CRISTIAN E PALLETTA CONTRO TUTTI

Cast:

Libero de Rienzo, Pietro Sermonti, Rocco Ciarmoli, Giselda Volodi, Margherita Vicario, Tullio Sorrentino, Dario D'Ambrosi, Tiziana Schiavarelli, Gino Nardella, Mario Patanè, Toni Malco, Pierluigi Cuomo, Stefania Ugolini, Angelo Lorusso

Trama:

Cristian è un tardotrentenne disoccupato cronico e convinto che l'unica via per il successo sia "la botta di culo", quella che passa una volta sola nella vita e se non sei pronto ad afferrarla ti condanna all'eterno rimpianto. Dunque quando le sue frequentazione equivoche gli propongono di trafugare una partita di cocaina in Lichtenstein (nome che lui non sa nemmeno pronunciare, lasciamo perdere individuare dov'è) Cristian decide di buttarsi nell'impresa coinvolgendo l'amico storico Palletta, meccanico con ambizioni di elettrauto, di buon cuore ma non abbastanza di buon senso.
Inizia qui l'avventura di Cristian e Palletta contro tutti, che li vedrà diretti in Puglia a caccia della pipì di un giaguaro utile - pare - a confondere i cani poliziotto quando si trasporta cocaina. Un'avventura picaresca che coinvolge anche una fidanzata riluttante, un artista circense con moglie oversize e la spietata vedova di un mafioso pugliese.
Lo scrittore Antonio Manzini, già sceneggiatore (Come Dio comanda, Il siero della vanità) e attore, scrive e dirige questo esordio al lungometraggio tenendo conto della lezione della commedia all'italiana: Cristian e Palletta sono due componenti dell'Armata Brancaleone sguinzagliati lungo il tavoliere, l'artista circense (lo straordinario Rocco Ciarmoli) è un Capannelle per il Ventunesimo secolo e Margherita Vicario, efficace come sempre, è una Gabriella di Febbre da cavallo, pragmatica ma pronta ad essere sedotta dal fancazzista di turno. E come da tradizione della commedia all'italiana Manzini scrittura un gruppo di caratteristi di prim'ordine, da Dario D'Ambrosi a Tullio Sorrentino, da Tiziana Schiavarelli a Gino Nardella all'irresistibile Kelly Palacios.
Gli snodi narrativi funzionano nel loro delirio surreale, i dialoghi (in romanesco e/o pugliese stretto) sono ben scritti e ben interpretati, e Libero De Rienzo e Pietro Sermonti si rivelano una spassosa coppia comica. Un plauso particolare va a Sermonti, che si reinventa come coatto romano dotato di una misura di ingenuità e di una dolcezza mai prima associate all'immagine pubblica dell'attore: il che significa che è un attore vero.
L'omaggio di Manzini al teatro dell'assurdo beckettiano (con tanto di talking heads finali) ma anche allo spaghetti western, gli inside joke continui (da Alessia Marcuzzi, ex fidanzata di Sermonti, presa a modello del sogno erotico italico, al nome del montatore Giògiò Franchini affibbiato a un malvivente) e la predisposizione per la digressione demenziale (anche improvvisata) rendono Cristian e Palletta contro tutti un giocattolo per cinefili passibile di futuro citazionismo. Se non si sale ai piani alti dell'autorialità è perché le ambizioni del regista-sceneggiatore restano contenute, e il freno leggermente tirato. Alla prossima regia lo incitiamo ad esagerare e a dare alla sua storia quel ritmo indiavolato che manca a Cristian e Palletta per diventare un instant cult.

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