Trama ERA D'ESTATE | Sky Cinema
ERA D'ESTATE

ERA D'ESTATE

100'2015Drammatico
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  • Regia: Fiorella Infascelli
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Italia
  • Durata: 100'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: ERA D'ESTATE

Cast:

Massimo Popolizio, Beppe Fiorello, Valeria Solarino, Claudia Potenza, Elisabetta Piccolomini, Elvira Camarrone, Giovanni D'Aleo, Sofia Langlet, Lidia Vitale, Francesco Acquaroli, Giovanni Anzaldo

Trama:

Estate 1985. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vengono trasferiti d'urgenza all'Asinara insieme alle loro famiglie in seguito ad una minaccia più allarmante del solito. I giudici stanno lavorando al maxiprocesso penale che, la storia insegna, porterà in carcere molti dei protagonisti della criminalità organizzata. Dunque entrambi sono entrati nel mirino di Cosa Nostra, ma anche di quella parte della politica che preferisce il "vivi e lascia vivere", quando si tratta di mafia.
Era d'estate racconta l'ostruzionismo dello Stato che, dopo aver mandato i due giudici "in vacanza coatta", rifiutava di inviare loro i faldoni necessari per mettere in piedi l'istruttoria del maxiprocesso, e descrive la minaccia all'incolumità di due uomini e delle loro famiglie, ma sceglie di farlo in un contesto di acqua e luce, invece che in un teatro delle ombre, attraverso i colori pastello di un'estate di metà anni Ottanta filmata come un home movie di grande delicatezza nei confronti dei suoi protagonisti, il cui eroismo quotidiano era più grande di quello celebrato dalla Storia.
Fiorella Infascelli racconta due morituri la cui consapevolezza di andare incontro ad un destino già deciso era totale, ma insufficiente a farli desistere dalla ricerca di giustizia e verità. In quest'ottica Falcone e Borsellino sono due eroi classici, dunque spesso la televisione, meno spesso il cinema, hanno attinto a queste due figure donchisciottesche. Ma Infascelli preferisce illuminarne la dimensione umana affiancando loro le famiglie e quei figli che non potevano non risentire dell'incombenza della morte sulle teste dei loro padri. In un racconto che è crepuscolare nonostante la luminosità quasi accecante Infascelli ripercorre i giorni, sette anni prima delle stragi di Capaci e via d'Amelio, in cui i due giudici si sono ritrovati a condividere la quotidianità, i pasti, i bagni in mare, come amici di infanzia invece che come colleghi di lavoro.
Le scene più riuscite riguardano proprio il legame di collaborazione e di stima fra Giovanni e Paolo, interpretati con credibilità e tenerezza da Massimo Popolizio (con altalenante accento siciliano) e Giuseppe Fiorello (la cui sicilianità invece tracima da ogni frase): il temperamento fumantino di Falcone, la dolcezza paterna e coniugale di Borsellino, l'ironia profondamente siciliana con cui entrambi discettano della propria morte. Meno riuscito il personaggio di Francesca Morvillo di cui non viene sottolineata l'importanza come compagna di lavoro, oltre che di vita, di Falcone, preferendo assegnarle una dimensione domestica che la apparenta ad Agnese Borsellino.

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