Trama SI VIS PACEM PARA BELLUM | Sky Cinema
SI VIS PACEM PARA BELLUM

SI VIS PACEM PARA BELLUM

90'2015Thriller
  • Regia: Stefano Calvagna
  • Genere: Thriller
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: SI VIS PACEM PARA BELLUM

Cast:

Stefano Calvagna, Francesca Fiume, Emanuele Cerman, Lucia Batassa, Massimo Bonetti, Giulia Anchisi

Trama:

Stefano è un ronin contemporaneo, un "uomo alla deriva" con l'animo del samurai e la convinzione che per avere la pace ci si debba, purtroppo, preparare alla guerra. La guerra di Stefano si combatte sulle strade di Roma, dove il quarantenne fa ufficialmente il buttafuori nei locali, ma ufficiosamente è un killer al soldo di un tipo losco e potente. Le sue vittime sono spacciatori e malavitosi e il suo eroe è Diabolik, il ladro gentiluomo (inventato da due sorelle) che ruba solo ai ricchi. Per Stefano l'unico uomo davvero inoffensivo è quello morto, tanto che anche la sua amicizia con Filippo, un compagno di palestra, inizia con una sana diffidenza. Diverso il suo rapporto con le donne: la madre malata di Alzheimer, che lui va a trovare assecondandola nella fantasia che il marito sia ancora vivo, e non sia invece stato ammazzato come un cane; le prostitute occasionali, che Stefano tratta con cortesia e di cui rispetta la sensualità femminile; la figlia del capo, che lo concupisce mettendo alla prova la sua lealtà da samurai. E Lee Ang, la figlia del proprietario del ristorante cinese dove Stefano va spesso a mangiare, facendo onore alla cucina che rende tangibile la sua attrazione per l'Oriente. Un'attrazione che vedrà in Lee Ang l'incarnazione ideale, e tirerà fuori da Stefano tutto il suo istinto di protezione e la sua vocazione al sacrificio.
Stefano Calvagna si cimenta con una storia di genere che appartiene al suo immaginario folk e al suo stile ruvido e muscolare. La confezione è più adatta al piccolo che al grande schermo, con numerose ingenuità narrative come le inquadrature dall'alto della zona in cui si svolge l'azione e le scene di sesso goffe e imbarazzate, ma la narrazione ha un suo appeal popolare e il personaggio di Stefano è umanamente riconoscibile, pur nella sua dimensione "epica" dettata dal genere. Anche Francesca Fiume è efficace e credibile nei panni della "cinese de Roma" Lee Ang.
I dialoghi, scritti da Calvagna (come il soggetto e la sceneggiatura), alternano una didascalicità da tv movie a una naturalezza da linguaggio di borgata, capace di brillante sintesi popolana. Il percorso del regista continua ad essere ricco di alti e bassi, ma vitale e incuriosente proprio nella sua ruspante ingestibilità (anche cinematografica) e nel suo codice d'onore (anche cinematograficamente) vintage.
Il suo hombre vertical romanesco è quasi fumettistico, alla Lo chiamavano Jeeg Robot: in quest'ottica Si vis pacem para bellum si inserisce nel filone di rinascita del B-movie di genere con richiami all'Estremo Oriente inaugurato da un altro indipendente del cinema italiano, il Luca Barbareschi di Something Good.

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