Trama UN AMORE ALL'ALTEZZA | Sky Cinema
UN AMORE ALL'ALTEZZA

UN AMORE ALL'ALTEZZA

98'2016Commedia
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  • Regia: Laurent Tirard
  • Genere: Commedia
  • Paese: Francia
  • Durata: 98'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: UN AMORE ALL'ALTEZZA

Cast:

Jean Dujardin, Douglass Dumbrille, Virginie Efira, Cédric Kahn, François-Dominique Blin, Eléa Clair, Adonis Danieletto, Jean-Michel Lahmi, Lionel Mur, Stéphanie Papanian, Pascal Tantot, Myriam Tekaïa

Trama:

Diane, donna avvenente e avvocato presso lo studio legale che condivide con l'ex marito, accetta un appuntamento al buio con Alexandre, architetto e uomo di successo con una particolarità: essere alto un metro e trentasei centimetri. I due iniziano una relazione di coppia, ma l'imbarazzo di lei di fronte al deficit di lui mette in crisi il loro rapporto.
Rifacimento in lingua francese dell'argentino Corazón de León (2013), quella di Laurent Tirard, che ha adattato la sceneggiatura insieme a Grégoire Vigneron, più che una love story per famiglie è la cronaca semiseria del rapporto intimo col diverso e di un muro, quello eretto dal condizionamento sociale, difficile da abbattere. Come nelle fiabe, la protagonista è una principessa dalle bionde chiome costretta a superare una prova d'amore per ottenere la mano del principe ranocchio. Ma in questa versione aggiornata fattezze e misure del pretendente alfine non cambieranno, e la corteggiata lascerà che a vincere sia un sentimento più grande del suo innamorato.
Azzeccato nei tempi comici (esilarante la gag della sedia realizzata alzando il set circostante di quaranta centimetri), è un film in equilibrio nonostante un inizio troppo frettoloso e un finale consolatorio e per certi versi ambiguo. Per accettare un limite che è anche la vergogna di quel limite (proprio prima che altrui), uno sforzo genuino di volontà sembra insufficiente, e l'impressione è che la nanosomia del protagonista venga ora esagerata ora sminuita quando sia letta unicamente dalla prospettiva di chi la subisce. A viverla, invece, è un superuomo in miniatura, bonsai di perfezione cui nulla si può eccepire se non una mancanza che si è tentati di abbonare in virtù di doti altrimenti eccezionali, complice l'occhio disattento di chi dirige.
Inutile ragionare su cosa sarebbe stato se la parte maschile avesse avuto spirito e finanze nella media, ma a mischiare i registri si rischia di rappresentare una commedia di equivoci che vorremmo risolti, e che, oltre il divertimento, lasciano a chi guarda un po' d'amaro in bocca.

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