Trama JACK REACHER - PUNTO DI NON RITORNO | Sky Cinema
JACK REACHER - PUNTO DI NON RITORNO

JACK REACHER - PUNTO DI NON RITORNO

130'2016Azione
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  • Regia: Edward Zwick
  • Genere: Azione
  • Paese: USA
  • Durata: 130'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: JACK REACHER - PUNTO DI NON RITORNO

Cast:

Tom Cruise, Cobie Smulders, Patrick Heusinger, Austin Hébert, Holt McCallany, Aldis Hodge, Jared Bankens, Ben VanderMey, Giovanni Silva, Robert Knepper, Sue-Lynn Ansari, Teri Wyble, Jason Douglas

Trama:

Jack Reacher, ex maggiore dell'esercito americano e ora ramingo perennemente assetato di giustizia, fa ritorno in Virginia per mantenere la promessa di un invito a cena con il maggiore Susan Turner. Scopre però che questa è stata messa agli arresti con accuse molto gravi. Tutto è successo molto rapidamente e a Jack i conti non tornano: man mano che approfondisce le indagini su quanto avvenuto, la faccenda si fa più torbida. Anche perché dai documenti che scopre emerge una presunta figlia di cui era all'oscuro.
Edward Zwick eredita un franchise ancora cinematograficamente giovane, con l'obiettivo duplice di tenere fede ai milioni di lettori della serie di romanzi di origine e di non deludere il sempre più esigente pubblico degli action movie. Il corpo cinematografico per eccellenza dell'action americano, Tom Cruise, comincia ad avvertire il peso degli anni, ma non rinuncia a esibire il proprio corpo e a rimanere al centro dell'azione. Mascherare la vecchiaia diviene l'imperativo di Zwick e del coordinatore degli stunt Wade Eastwood, già con Cruise in Mission: Impossible - Rogue Nation. Il dinamismo di Cruise muta in fisicità, sostituendo alle acrobazie di Ethan Hunt dei corpo a corpo selvaggi, brutali, in cui ogni pugno sembra scagliato dal Bane di Il cavaliere oscuro - Il ritorno (anche se il modello dichiarato è Il braccio violento della legge). Merito di Cruise, che accentua il divario tra lo Hunt di Mission Impossible e Jack Reacher (una montagna umana per statura e peso nella sua incarnazione letteraria), caratterizzando maggiormente il secondo, e del suo antagonista Patrick Heusinger, insospettabile belva da guerra che rende concreta e palpabile la minaccia ai danni della presunta figlia Samantha. Il villain come nemesi dell'eroe, uguale e contraria, sa di espediente ormai stravisto (Skyfall, Mission: Impossible -2, per limitarsi a un paio di citazioni), ma l'atmosfera da B-movie senza particolari ambizioni agevola l'indulgenza.
La prevedibile sottotrama, che insiste sulla natura di lupo solitario di Reacher e quindi sul suo desiderio represso di mettere la testa a posto e sentirsi parte di una famiglia, viene sfruttata il giusto da uno script semplice ma efficace. Sia nelle schermaglie tra Reacher e il maggiore Cobie che tra questi ultimi e Samantha emerge la psicologia di personaggi stereotipati, ma in maniera talmente consapevole (e autoironica) da renderli quasi personaggi di un fumetto di Garth Ennis, comprensibili e apprezzabili nella loro grossolana istintualità.
Se è ovvio come andranno le cose tra buoni e cattivi (non siamo a Hong Kong ma a Hollywood, e il protagonista è Tom Cruise), il vero whodunit, cha mantiene la suspense fino all'epilogo, è il mistero sulla presunta paternità di Reacher, insospettabilmente desideroso di "appendere al chiodo" l'inseparabile spazzolino da denti, anche se incapace di ammetterlo a se stesso.
Finale a New Orleans, con l'ombra di James Bond e Vivi e lascia morire dietro l'angolo, e sensazione di divertimento grezzo ma spensierato. Tutto sommato, obiettivo minimo raggiunto.

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