Trama GABO - IL MONDO DI GARCIA MARQUEZ | Sky Cinema
GABO - IL MONDO DI GARCIA MARQUEZ

GABO - IL MONDO DI GARCIA MARQUEZ

90'2015Documentario
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  • Regia: Justin Webster
  • Genere: Documentario
  • Paese: Spagna, Gran Bretagna, Colombia, Francia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: GABO - IL MONDO DI GARCIA MARQUEZ

Cast:

Bill Clinton

Trama:

Creatore di mondi reali e fantastici, protagonista di un'esistenza eccezionale che li alimentò: Gabriel García Márquez (1927-2014) è stata la voce dell'America Latina e il testimone di suoi svariati passaggi politici, non solo da scrittore ma anche da giornalista. Il film del documentarista inglese (ma residente a Barcellona) Justin Webster parte dalla cerimonia del Premio Nobel per la letteratura ricevuto dal colombiano nel 1982 per poi ricostruire le diverse circostanze che lo portarono da un villaggio ai confini del mondo alla fama mondiale e alla partecipazione politica.
L'approccio a una materia tanto nota e riconosciuta è antiapologetico e molteplice: a parte i fratelli, che ottemperano alla funzione di ricordare i momenti della vita familiare, ci sono lo scrittore, il biografo, l'amante, il politico di razza, gli amici, i colleghi giornalisti: tutti rievocano "Gabo" dal loro punto di vista, senza affannarsi a celebrarne il genio, piuttosto concentrandosi nel condividerlo e raccontarne anche gli aspetti più quotidiani. Un notevole sforzo di sintesi in 90 minuti secchi, appoggiati su un repertorio fotografico cospicuo ed estratti puntuali da video interviste dello stesso autore; montati tenendo un ritmo piano ma costante, e in funzione anche della visione televisiva, ma non per questo meno efficaci.
In ossequio allo spirito del suo oggetto, Gabo cerca l'apertura alla conoscenza del mondo interiore dello scrittore, individuandone rapidamente, senza enfasi né pedanterie, le ossessioni dell'opera: nostalgia, solitudine, violenza, amore, illusione umana di controllare il destino. Il ritratto che ne risulta è di un uomo dall'infanzia misteriosa, nel paesino di Arataca (il Macondo della finzione di "Cento anni di solitudine") caratterizzato da adulti violenti e viziosi. Un bambino cresciuto con i nonni materni, che avevano ripudiato la figlia per l'uomo che aveva scelto, recettore quindi di racconti della guerra civile e superstizioni ataviche. Un universo bifronte, speculare, rielaborato decenni dopo, e non solo in saga umanista, attraverso un continuo lavoro di rifinitura, stratificato nella memoria, radicato in luoghi precisi e capace di parlare ai lettori di tutto il mondo. Cristallizzato in una formula, "realismo magico", qui esemplarmente spiegata dallo scrittore Juan Gabriel Vásquez.
Rispettato da leader politici come Fidel Castro, la cui amicizia condizionerà buona parte della sua carriera, e Bill Clinton (che in questa sede si rivela un suo lettore appassionato), l'autore di "Cronaca di una morte annunciata" viene ricordato anche in parallelo per il ruolo di sostenitore del disgelo tra Usa e Cuba, oppositore dei governi di destra che funestarono il Sud America negli anni '70, indagatore dei meccanismi della violenza e del narcotraffico. L'ammirazione dei colleghi non sconfina mai in santino, le affermazioni sono corredate da citazioni dei suoi scritti o dal racconto di testimoni. Nell'impossibilità di rendere pienamente la parabola di un aspirante artista partito dalla Colombia alla scoperta dell'Europa e degli Stati Uniti, affascinato dalla rivoluzione culturale di Che Guevara, ritrovatosi improvvisamente ricco e famoso dopo aver conosciuto la povertà, testimone di mondi dalle velocità opposte, Gabo rincorre tanti fili rossi nella narrazione: la curiosità dell'artista per la vita, il profondo senso di ingiustizia avvertito per la morte, il dialogo necessario con il mondo artistico a lui contiguo, la determinazione a fare arte e meraviglia del dato storico e biografico, la coerenza nella difesa dei diritti civili, la consapevolezza dell'intellettuale di essere a rischio strumentalizzazione. Biografia avventurosa e omaggio sui luoghi dell'ispirazione, Gabo coniuga sapientemente crudeltà e tenerezza, storia e utopia.

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