Trama LA IDEA DE UN LAGO | Sky Cinema
LA IDEA DE UN LAGO

LA IDEA DE UN LAGO

82'2016Drammatico
  • Regia: Milagros Mumenthaler
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Spagna
  • Durata: 82'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: LA IDEA DE UN LAGO

Cast:

Carla Crespo, Rosario Blefari, Juan Barberini, Juan Greppi, Joaquin Pok, Malena Moiron

Trama:

Inès, fotografa professionista, è incinta e vuole dare delle risposte al nascituro, quelle risposte che ha negato a se stessa per una vita intera. Decide quindi di portare a termine il libro che raccoglie le istantanee della sua famiglia e di scoprire una volta per tutte cosa sia successo a suo padre, scomparso nel 1977 in Argentina, durante la dittatura di Videla. Di lui a Inès resta solo un'unica foto che li ritrae insieme in riva al lago natio.
Ispirandosi liberamente alla raccolta di foto e di poesie Pozo de aire, Milagros Mumenthaler rivisita la storia dell'autrice Guadalupe Gaona, costretta all'esilio per sfuggire alla feroce dittatura che l'ha privata di un padre. La regista sceglie la via del mélo, mescolando alla vicenda di Gaona, ricostruita con qualche libertà, una componente autobiografica legata alla nostalgia per una patria, l'Argentina, che ha potuto conoscere realmente solo a diciassette anni, quando vi ha fatto ritorno dalla Svizzera per studiare cinema. Ma il tema politico rimane sottotesto, inquietante sfondo di una narrazione che sceglie di concentrarsi sugli affetti familiari e sulla difficoltà delle relazioni di coppia. Su come tutto sia correlato in quella catena di mancanze, errori e tentativi disperati di riaggiustare legami personali che si chiama vita. Un tema e una trattazione quasi almodovariani - diverse le affinità con il contemporaneo Julieta, altro caso di scomparsa della figura paterna costellata da invisibili sensi di colpa e dissidi tra chi resta (ovvero madre e figlia) - per la regista svizzero-argentina, che altera il proprio stile per avvicinarsi al calore umano e nostalgico del mélo. Lasciandosi andare a toccanti parentesi oniriche, in cui è il punto di vista di una bambina a prevalere e guidare la messa in scena. La macchina da presa si fa ingenua e stupefatta di fronte alle luci di torce elettriche che si confondono con le lucciole di un bosco o a una Renault 4 che si muove come un battello, nel lago dove Inès e il padre erano soliti giocare. Ma più che in cosa viene raccontato, il problema di La idea de un lago sta in come questo viene raccontato. Perché se è indubbio che una narrazione che ha origine da un ricordo, legato a un'età pre-adolescenziale, possa o forse debba ricorrere a un linguaggio semplice e quasi istintivo, la ricerca di questo stile si traduce in scelte di regia discutibili, artificiose e costellate di orpelli fuori luogo: dissolvenze incrociate scolastiche, scelte in odore di anacronismo (i costumi da bagno utilizzati nelle diverse epoche) o balzi temporali palesati eccessivamente (il passaggio agli anni Ottanta evidenziato dal bisogno impellente di ascoltare della musica e quindi di esibire delle musicassette). Nell'equilibrio fragile tra la scelta quasi confessionale di parlare alla macchina da presa, privandosi di ogni protezione, e l'adozione di un linguaggio consapevole dei diversi piani narrativi (l'effetto da found footage dei flashback con soggettiva infantile) si gioca l'operazione emozionale e nostalgica di Mumenthaler, tra i suoi slanci lirici e i suoi molteplici ed evidenti difetti.

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