Trama 17 ANNI (E COME USCIRNE VIVI) | Sky Cinema
17 ANNI (E COME USCIRNE VIVI)

17 ANNI (E COME USCIRNE VIVI)

104'2016Commedia
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  • Regia: Kelly Fremon
  • Genere: Commedia
  • Paese: USA
  • Durata: 104'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: 17 ANNI (E COME USCIRNE VIVI)

Cast:

Hailee Steinfeld, Woody Harrelson, Kyra Sedgwick, Blake Jenner, Hayden Szeto, Katie Stuart, Laine MacNeil, Alexander Calvert, Nesta Cooper, Daniel Bacon, Eric Keenleyside

Trama:

Crescere non è facile e certe stagioni sembrano non passare mai, specie quella attorno ai diciassette anni, età di confine e crogiolo di aspettative, delusioni e infiniti rilanci. In questo panorama, l'unico conforto della tormentata Nadine è la sua migliore amica, Krista, apparsa come un faro nella sua vita nel momento più buio e mai più abbandonata. Quando, però, Krista si fidanza con suo fratello, l'essere che Nadine più invidia e disprezza, anche quell'amicizia speciale sembra arrivata al capolinea. Nonostante la sofferenza e la solitudine, infatti, Nadine non sembra disposta a perdonarla.
C'è un bel coraggio in questo film, su vari piani. C'è il coraggio di partire come una storia che assomiglia a mille altre storie, di proporre scene che assomigliano ad altre scene di altri film, e poi invece continuare a pigiare il pedale, laddove altre storie e altri film avrebbero cominciato a rallentare e sarebbero rientrate rapidamente in garage felici e contenti. E poi c'è il coraggio di Hailee Steinfeld, che dopo Il Grinta non ha più trovato un ruolo che la mettesse altrettanto in luce, e però è sempre brava e qui non ha paura di interpretare un personaggio che può apparire irritante. Ma è proprio la cocciutaggine con la quale la sua Nadine va in fondo al tunnel, perseverando nell'adottare un atteggiamento narcisistico e lamentoso, ribaltando così anche la figura cinematografica del nerd che è ormai stata più che assorbita e si è già fatta cliché, che ci fa empatizzare con lei e desiderarne il cambiamento, l'uscita dal buio. La Steinfeld cala nel ruolo una sincerità di fondo, una disperazione reale, che scagionano Nadine dal dubbio di indossare una posa e ne fanno una vittima di se stessa prima che degli altri. Quella che parte come l'ennesima tragicommedia teen ai tempi del cyberbullismo, scolora invece, strada facendo, in una ripresa del miglior cinema americano di ragazzi degli anni Ottanta, e perviene infine ad una sintesi, se non inedita, di certo efficace ed emozionante. Alla riuscita del film contribuisce più che mai la performance di Woody Harrelson nel ruolo del professor Bruner. Tra gli adulti, chi ha capito meglio Nadine è proprio lui: ha capito che è talmente offuscata da se stessa e dai propri timori da divenire una sorta di profezia che si autoavvera e da non vedere veramente nessun altro, nemmeno chi crede di conoscere bene. Pur volendole bene, Bruner gioca con questo problema di Nadine e si e ci diverte spacciandosi per chi non è.
Kelly Fremon racconta dunque l'adolescenza aggiungendo una prospettiva in più rispetto alla favola del brutto anatroccolo che supera il trauma dell'emarginazione finendo per scoprire di essere un bellissimo cigno: il cigno, qui, deve imparare a guardarsi dentro e ammettere di essere stato un po' un brutto anatroccolo, impulsivo e ingiusto, e a fare ammenda per poter finalmente (ri)entrare nel gruppo.

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