Trama TPB AFK: THE PIRATE BAY AWAY FROM KEYBOARD | Sky Cinema
TPB AFK: THE PIRATE BAY AWAY FROM KEYBOARD

TPB AFK: THE PIRATE BAY AWAY FROM KEYBOARD

85'2013Documentario
  • Regia: Simon Klose
  • Genere: Documentario
  • Paese: Svezia, Danimarca, Norvegia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Germania
  • Durata: 85'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: TPB AFK: THE PIRATE BAY AWAY FROM KEYBOARD

Cast:

Gottfrid Svartholm, Peter Sunde, Fredrik Neij

Trama:

Dal 2008 al 2012 i tre fondatori e gestori di The Pirate Bay, il più grande tracker sul quale vengono scambiati file di tutti i tipi (e quindi anche materiale sottoposto a copyright), hanno subito un processo ingiusto, parziale e influenzato dalla potenza economica di una delle parti in causa (le associazioni che curano gli interessi di Hollywood), finendo condannati in patria ad opera di leggi che esistono solo negli Stati Uniti. Trasformatisi nei loro 10 anni di attività (e particolarmente nei 5 raccontati) in veri e propri attivisti di nuova generazione, i tre hanno ospitato Wikilieaks, raccolto l'aiuto del partito pirata e stimolato una nuova presa di coscienza in materia di libertà d'espressione in rete.
Nel raccontare la storia vera dell'odissea legale che tre attivisti hanno subito sulla propria pelle ad opera del governo e delle lobby statunitensi, Simon Klose, sceglie di applicare il registro e i personaggi che il cinema più recente ha cucito addosso alle storie della Silicon Valley, dimostrando come realtà e sua rappresentazione cinematografica, in un mondo che fruisce pensatemente di cultura audiovisiva, si influenzino a vicenda.
Non solo The social network (forse l'esempio più evidente) ma anche molti altri personaggi in diverse produzioni recenti hanno dato vita a nuove figure archetipe per raccontare il mondo del business di internet. Miliardari per caso, giovani punk, arroganti idealisti, spietati postadolescenti, geni dai sentimenti fragilissimi.
Seguendo queste direttive e indubbiamente aiutato dalla realtà dei fatti (che come è evidente non si allontana troppo dalla sua drammatizzazione o semmai ne è influenzata) Simon Klose trasfigura i suoi protagonisti Peter, Gottfrid e Friedrik in personaggi: il genio autistico, disadattato, idealista e inconoscibile, lo scemo, razzista e infine l'attivista naive, responsabile e sempre corretto (il medesimo profilo della tipica figura che nei film è usata per guidare lo sguardo degli spettatori e scatenare immedesimazione).
TPB AFK vuole dunque tradurre la ripresa della realtà in cinema attraverso scelte di montaggio che procedono in questa direzione, applicandogli un filtro rubato al cinema di finzione. La sfrontatezza, l'etica anarchica, l'atteggiamento punk, la genialità espressa attraverso espedienti hollywoodiani e anche una sede di partito (quella pirata) che sembra uscita da un film di 007, tutta materia reale, fatti che accadono, personalità che esistono e che le cronache riportano ma che il cinema di Klose sceglie di enfatizzare e ingrandire ponendoci sopra la sua lente.
Momenti che paiono usciti da una sceneggiatura come quello in cui Gottfrid, il genio della programmazione tanto rispettato dagli amici quanto arrogante con i nemici, per fare sfoggio di memoria ed abilità matematiche scrive il pi greco in versione completa, arrivando senza errori ad almeno una trentina di cifre dopo al virgola, è un perfetto esempio di come non solo Klose (che ha valorizzato la scena) ma la realtà stessa ambisca a diventare finzione, a diventare mito nella maniera in cui ha confidenza con esso: attraverso la retorica del linguaggio filmico. Coerentemente con gli ideali propugnati il documentario è distribuito online con licenza Creative Commons, si può scaricare da The Pirate Bay e vedere gratis su YouTube.

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