Trama LE ARDENNE - OLTRE I CONFINI DELL'AMORE | Sky Cinema
LE ARDENNE - OLTRE I CONFINI DELL'AMORE

LE ARDENNE - OLTRE I CONFINI DELL'AMORE

96'2015Drammatico
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  • Regia:
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Belgio
  • Durata: 96'
  • Data di uscita: 2015
  • Titolo originale: LE ARDENNE - OLTRE I CONFINI DELL'AMORE

Cast:

Jeroen Perceval, Veerle Baetens, Jan Bijvoet, Viviane de Muynck, Sam Louwyck, Peter Van den Begin, Eric Godon, Nico Sturm, Uwamungu Cornelis

Trama:

Kenny è stato incarcerato dopo un colpo andato a male e non ha parlato, permettendo che i suoi complici - il fratello Dave e la fidanzata Sylvie - la facessero franca. Ma mentre Dave ha continuato a venirlo a trovare in prigione, Sylvie ad un certo punto non si è fatta più vedere. Ora Kenny è uscito di galera e non sa che Sylvie e Dave sono diventati una coppia, dopo aver entrambi detto addio all'alcool e alla droga che li avevano portati verso il crimine. Le Ardenne è un noir belga ambientato fra l'Anversa fiamminga e le foreste della regione francese definita Grand Est, dettaglio geografico che rivela la duplicità come tema portante della storia, essendo i protagonisti due fratelli molto simili fisicamente ma molto diversi per indole e intuito. Dave infatti è mite, onesto, ragionevole o, come lo definisce Sylvie, "senza palle"; Kenny è esagitato, violento, apparentemente irrazionale, in realtà dotato di una capacità istintiva (e animalesca) di valutare le situazioni e agire di conseguenza. Per il belga Robin Pront Le Ardenne è il primo lungometraggio, ma le sue doti di regista sono già evidenti e lo inseriscono di diritto nella cerchia dei nuovi autori di noir europeo, ormai un genere a sé che combina retaggio francese e suggestioni indie americane. Pront sa come creare un'inquadratura che sia non solo funzionale alla storia che racconta, ma crei anche un'atmosfera e definisca un canone estetico, ad esempio utilizzando finestrini d'auto e vetrate di diner come tavolozza su cui dipingere con la luce e l'ombra, ma anche creare riflessi dell'ingannevolezza di trama e personaggi.
L'errore del regista sta nella fiducia eccessiva che accorda (anche come coautore) alla sceneggiatura di Jeroen Perceval, basata su una pièce teatrale: perché se a teatro certi comportamenti e certe esitazioni esistenziali(ste) diventano metafora della condizione umana (vedi i dubbi infiniti di Amleto), al cinema non si può prescindere dalla credibilità immediata delle reazioni dei personaggi, in particolare in un thriller. Invece i protagonisti di Le Ardenne compiono quasi tutti scelte incomprensibili, a cominciare da quella di Dave e Sylvie di non dire a Kenny che stanno insieme, e ogni confronto fra i personaggi è caratterizzato dall'indecisione invece che dall'azione. Qualcuno ha paragonato Le Ardenne a Fargo e ai primi film di Quentin Tarantino, ma di entrambi manca un elemento chiave: l'ironia. Il film di Pront si prende maledettamente sul serio, mentre bastava inclinare di un grado la narrazione per coglierne l'elemento surreale e rendere divertente quello che, invece, risulta a volte involontariamente comico. Se vogliamo paragonare Le Ardenne a un primo film, e restare in zona Coen, bisogna necessariamente accostarlo a Blood Simple, e il confronto è impari proprio perché i Coen nel loro debutto al lungometraggio hanno saputo mantenere un perfetto equilibrio fra realismo e metafisica, fra tragedia e (crudele) ironia. Anche il cast, potenzialmente eccellente, sconta l'assurdità crescente di una storia che spinge i due protagonisti verso un'estremizzazione dei comportamenti, l'uno via via più catatonico, l'altro via via più ipercinetico e borderline psicopatico (quando in realtà è il personaggio più presente a se stesso della storia).
Le Ardenne è un noir teso e allegorico con una notevole sorpresa finale, diretto con maestria e interpretato con coraggio, ma la sceneggiatura rende improbabili proprio quei rapporti umani su cui dovrebbe essere costruita la storia, e finisce per sabotare dall'interno l'efficacia di un racconto con enormi potenzialità metaforiche.

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