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LA CURA DAL BENESSERE

LA CURA DAL BENESSERE

145'2017Thriller
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  • Regia: Gore Verbinski
  • Genere: Thriller
  • Paese: USA, Germania
  • Durata: 145'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: LA CURA DAL BENESSERE

Cast:

Giulia Mazzacurati, Dane DeHaan, Jason Isaacs, Mia Goth, Celia Imrie, Lisa Banes, Adrian Schiller, Susanne Wuest, Carl Lumbly, Jason Babinsky, Magnus Krepper, Johannes Krisch, Natalia Bobrich, Harry Groener, Eric Todd, Judith Hoersch

Trama:

Il giovane e ambizioso Lockhart, venditore di successo di una grossa compagnia finanziaria americana, viene convocato dai soci per una delicata missione. Deve recarsi in una spa svizzera per riportare in America Roland Pembroke, il CEO dell'azienda, che non ha alcuna intenzione di tornare. Ben presto Lockhart capirà che uscire dalla misteriosa clinica del dottor Volmer non è facile quanto entrarvi. Dopo decenni di placido riposo tra le alpi svizzere, le rinomate spa della confederazione elvetica godono in questi anni di una attenzione cinematografica inaspettata.
Difficile dire se sia stato Youth del nostro Sorrentino a ispirare Gore Verbinski per girare La cura dal benessere. Di certo è stato il flop di The Lone Ranger a spingerlo verso una produzione dal budget lievemente più contenuto, ma dalla fantasia a briglia sciolta. Verbinski ha tutta l'aria di divertirsi molto tra le corsie malsane di una clinica inquietante fin dal primo sguardo. E il suo entusiasmo è talmente contagioso da spingere lo spettatore a seguire anche i rami collaterali e i MacGuffin più palesi di una trama da romanzetto pulp, che insiste sui punti deboli dell'uomo odierno - stress da superlavoro privo di orari, manie salutiste talora represse, ruolo subalterno degli affetti - fornendo soluzioni visive e narrative da film Hammer dei tempi d'oro. Le sorprese in arrivo sono perlopiù intuibili, così come le metafore: sulla gioventù dell'uomo, incarnata da un Dane DeHaan vicino alla mimesi con Di Caprio e da una Mia Goth quanto mai fedele al proprio cognome; o sui potenti del mondo, che accorrono nelle alpi svizzere per farsi letteralmente (e gioiosamente) prosciugare. Tanto il plot che i suoi livelli di interpretazione sono costruiti con quella genuina e semplice saggezza che si confà al gotico d'antan.

Quanto allo stile, per lunghi tratti dei 146 minuti di La cura dal benessere è in azione il miglior Verbinski. Un uso personalissimo e talora audace della macchina da presa, spesso smarrita tra disturbanti dettagli di bulbi oculari, riflessi su specchi plurimi e dettagli maniacali, con una predilezione per l'orrore che si insinua nel subconscio rispetto a quello che atterrisce sfruttando decibel e subwoofer. Non tutto il reparto tecnico-artistico è su livelli d'eccellenza, a partire dalle musiche, che si consegnano sin dall'incipit a consunte cantilene stile Dario Argento. Ed è altresì impossibile non notare gli innumerevoli riferimenti di un film che abusa della licenza di citazione artistica - Argento, Kubrick, Fuller, Whale, lo Scorsese di Shutter Island - ma l'impressione generale restituita da La cura dal benessere è quella di un cinema che, in teoria, oggi "non si fa più", ma che si dimostra capace di trovare una sua dimensione, dignità e attualità al tempo della dittatura del digitale.

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