Trama LA REINA DE ESPAÑA | Sky Cinema
LA REINA DE ESPAÑA

LA REINA DE ESPAÑA

90'2016Commedia
  • Regia: Fernando Trueba
  • Genere: Commedia
  • Paese: Spagna
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: LA REINA DE ESPAÑA

Cast:

Penelope Cruz, Cary Elwes, Mandy Patinkin, J.A. Bayona, Javier Cámara, Clive Revill, Santiago Segura, Jorge Sanz, Aida Folch, Loles León, Carlos Areces, Neus Asensi

Trama:

Cittadina "hollywoodiana" dove gode di fama planetaria, la diva spagnola Macarena Granada torna in Patria a metà anni '50 per vestire i panni della Regina Isabella di Castilla in un costoso kolossal di coproduzione ispano-americana. L'occasione la porta sulle tracce di vecchi amici, antichi e nuovi amori e un eroismo rivoluzionario di cui non si immaginava capace contro il regime franchista. Se nella Spagna oppressa dal "Generalissimo" Francisco Franco tutti erano "potenzialmente colpevoli" di sovversione, all'interno dello show biz iberico tale possibilità di colpevolezza si rafforzava in probabilità. La sinistra imperava lì come ovunque in Europa e negli States, e poco sorprendevano notizie di cineasti, sceneggiatori e attori spariti e incarcerati ai lavori forzati.
Con le consuete ironia e arguzia, il veterano Trueba condensa la critica ad ogni oppressione espressiva in una commedia assai divertente e altrettanto cinefila. L'artista, in senso lato, è l'operaio in perenne lotta contro la censura borghese, di qualunque lingua, cultura e provenienza. Ricalcando dunque una mescolanza fra il classico tema del travestimento e della fratellanza fra artisti (qui cast & crew di un set) che salvano il prigioniero dal malvagio e quello della caricatura dello star system, Trueba rievoca - fra gli altri - tanto il Lubitsch di Vogliamo vivere! quanto i Coen di Ave, Cesare!, mantenendo tuttavia il proprio inconfondibile stile.
Nessuno è risparmiato nel fluire dialettico di un cast superlativo guidato da una Penelope Cruz simil Sophia Loren: dall'anziano e prolifico regista americano John Scott ovvero John Ford, allo sceneggiatore comunista sotto mentite spoglie in quanto perseguitato dal Maccartismo simil Dalton Trumbo, dall'eroe macho in realtà omosessuale non lontano da Rock Hudson fino al giovane, bello e maledetto aiuto operatore dai tratti di Marlon Brando. Di mira anche un certo modo di fare kolossal di cattivo gusto che era assai di moda nei Fifties: a farci le spese erano regolarmente storici produttori ridotti in bancarotta. Denso di battute al vetriolo dal doppio taglio local e global, il film scorre nel suo tempo confluendo in un finale forse un po' eccessivo ma probabilmente perfetto per il pubblico spagnolo.

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