Trama FRATELLI DI SANGUE | Sky Cinema
FRATELLI DI SANGUE

FRATELLI DI SANGUE

90'2016Commedia
  • Regia:
  • Genere: Commedia
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: FRATELLI DI SANGUE

Cast:

Francesco Rizzi, Carlotta Morelli, Mirko Frezza, Graziano Scarabicchi, Fabio Sperandio, Maurizio Mattioli, Pier Maria Cecchini, Karim Capuano, Enzo Casertano

Trama:

Dopo dieci anni di reclusione, Antonio detto il Camaleonte esce di prigione con un pensiero fisso in testa: vendicarsi del bastardo che gli ha rovinato la vita. Il bastardo in questione è don Ferdinando, boss della 'ndrangheta che controlla i traffici illeciti della Capitale. Don Ferdinando è anche nel mirino della commissaria di polizia Teresa Lupi, soprannonimata la Lupa perché tosta e famelica (anche sessualmente). Teresa è decisa a sconfiggere il racket della droga di cui "il calabrese" è il boss, ma non sa che il suo destino è legato a doppio filo a quello del Camaleonte.
L'ex tronista di Uomini e donne e conduttore televisivo Karim Capuano esordisce alla produzione con Fratelli di sangue, scritto e interpretato da Francesco Rizzi che ha il ruolo di Antonio, mentre Capuano incarna don Ferdinando con qualche (voluto) chilo in più rispetto ai tempi della de Filippi. La regia è affidata a un esordiente al lungometraggio, Pietro Tamaro, e fra gli altri interpreti il nome più noto è quello di Maurizio Mattioli in un breve ed efficace cameo.
Pur nell'evidente buona volontà e impegno di tutta la troupe e tutto il cast, Fratelli di sangue non riesce ad evitare le trappole dell'opera prima: una trama sui cui snodi sarebbe stato necessario lavorare più a lungo, dialoghi troppo letterari rispetto al modo reale di esprimersi delle persone (sia nell'ambiente della polizia che in quello della malavita), riprese di impronta televisiva, recitazione spesso sopra le righe, musica "acida" sparata a palla, ritmo discontinuo, e via elencando. Se Fratelli di sangue si fosse spinto un po' oltre avrebbe potuto diventare un cult, come è successo ad altri B-movie la cui forza era una grande autoironia. Invece manca il "terzo occhio" critico che avrebbe senz'altro suggerito a regista e interpreti di inserire un po' di umorismo e attenuare leggermente i toni della narrazione.
Ci sono alcuni tentativi, da parte di Tamaro, di vivacizzare la regia usando espedienti visivi e flashback. È anche interessante la scelta di raccontare due personaggi femminili in modo inconsueto, e in particolare Adele Rita Perna nel ruolo di Mara, Fabio Sperandio in quello di Bomba e Mirko Frezza (già visto in Il più grande sogno) sono facce da cinema interessanti. Ma il risultato complessivo non è all'altezza dell'impegno e dell'intenzione degli autori di raccontare una umanità ai margini costretta a convivere con la criminalità anche quando cerca in tutti i modi di tirarsene fuori.

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