Trama FALCHI | Sky Cinema
FALCHI

FALCHI

90'2017Poliziesco
  • Regia: Toni D'Angelo [I]
  • Genere: Poliziesco
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: FALCHI

Cast:

Fortunato Cerlino, Michele Riondino, Xiaoya Ma, Aniello Arena, Pippo Delbono, Stefania Sandrelli, Gaetano Amato

Trama:

Peppe e Francesco sono due Falchi, ovvero due poliziotti della sezione speciale della Squadra mobile di Napoli: girano per i vicoli della città in moto e in borghese, dando la caccia alla piccola e grande criminalità che comprende non solo la tradizionale camorra, ma anche le nuove mafie di importazione, come quella cinese. I Falchi sono "nati per difendere e combattere", come i cani che Peppe fa addestrare proprio agli esponenti della malavita cinese che gestisce gli incontri clandestini fra molossi. Ma sono anche uomini fallibili e talvolta sbagliano di grosso, come è successo a Francesco in uno scontro a fuoco che gli è costato la sospensione temporanea dal servizio. Ad aver sbagliato è anche Marino, il capo della Squadra mobile, almeno secondo la testimonianza di un pentito. Ed è dalla vicenda di Marino, come dal presagio di una pizia greca, che prende le mosse la storia di Peppe e Francesco, fratelli di strada l'uno impegnato a distinguere il giusto dall'ingiusto in un mondo in cui quel confine diventa sempre più labile, l'altro in cerca di conforto per il proprio senso di colpa, tanto dall'assunzione di droghe quanto dalla frequentazione di un bordello cinese. Toni D'Angelo, figlio del cantante Nino che firma lo strepitoso commento musicale (con tanto di omaggio al suo omonimo Rota), ha la sceneggiata napoletana nel Dna, ma crea un melodramma che guarda più a Hong Kong che al Golfo partenopeo. L'estetica di Falchi vuole essere un omaggio a Johnnie To e John Woo, ma anche a Andrew Lau e Alan Mak, ed è un'estetica che si sposa bene con quella di Gomorra (inteso come serie tv), tantopiù che nei panni di Peppe c'è Fortunato Cerlino, alias Don Pietro Savastano.
Peppe e Fortunato, senza fare spolier, sono morituri per via del tipo di lavoro che hanno scelto, in quel (sotto)mondo e in quel modo a metà fra legge e fuorilegge. D'Angelo sceglie di raccontare la brutalità della loro esistenza quotidiana con una cura estetica, che si avvale della bella fotografia di Rocco Marra e del montaggio secco di Marco Spoletini, mai estetizzante, ma imbevuta del cinema classico di genere, non solo quello d'Oriente ma anche il polar d'oltralpe, e della graphic novel (con un eccesso di inquadrature inclinate). I dialoghi sono minimalisti, i silenzi eloquenti, le atmosfere fumose e malinconiche, le ombre profonde, le coscienze sporche. D'Angelo deve prestare attenzione a non sconfinare nell'autocompiacimento e nel citazionismo, ma fin qui si è tenuto sul margine, creando una favola noir il cui esito è inscritto già nelle prime scene. Cerlino prosegue nella sua immedesimazione con il lato dark della napoletanità, al di qua e al di là della legge, e Michele Riondino nei panni di Francesco aggiunge una nuova tacca alla sua lista di personaggi tormentati e assuefatti, mettendo la propria fragilità al servizio di una caratterizzazione maschile profondamente contraddittoria. Non c'è molto di nuovo in Falchi, ma c'è una buona capacità di far confluire la conoscenza del cinema e delle tecniche di ripresa in un racconto sospeso nel tempo e ambientato in un non luogo che però in qualche modo racconta l'Italia di oggi, indecisa fra desiderio di riscatto e autolesionismo letale.

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