Trama TAPE | Sky Cinema
TAPE

TAPE

86'2001Drammatico
  • Regia: Richard Linklater
  • Genere: Drammatico
  • Paese: USA
  • Durata: 86'
  • Data di uscita: 2001
  • Titolo originale: TAPE

Cast:

Ethan Hawke, Robert Sean Leonard, Uma Thurman

Trama:

Vince, spacciatore e pompiere volontario, attende nervosamente l'arrivo di Jon, un vecchio amico: i due sono a un festival di cinema, dove Jon, regista, presenta il suo film, selezionato per il concorso. Quando Jon arriva tutto sembra procedere per il meglio, ma Vince in realtà ha in mente un piano: vuole far confessare a Jon di aver abusato, ai tempi del liceo, di Amy, l'allora ragazza di Vince.
Sulla scia del Dogma 95, il manifesto di Lars Von Trier e Thomas Vinterberg che ridefinisce le regole da seguire per avvicinarsi al cinema nel tentativo di raccontare la "verità", sono nati molti esperimenti e rielaborazioni in varie parti del mondo. Anche Richard Linklater, già regista di Prima dell'alba e Slacker, si cimenta con il Dogma danese, applicandolo a un testo teatrale di Stephen Belber, in un progetto che rientra nei lavori del collettivo InDigEnt (Indipendent Digital Entertainment). Tape diventa quindi l'occasione per un esperimento su più livelli, che coinvolge l'uso del digitale a basso costo e uno svolgimento in tempo reale, in cui il tempo della narrazione coincide con la durata del film.
È un anno di sfide il 2001 per Richard Linklater, che, dopo essere uscito con Waking Life, rappresentazione in digital rotoscoping di un sogno lucido, richiama il suo attore ricorrente Ethan Hawke e lo affianca a Robert Sean Leonard, riformando così la coppia di amici de L'attimo fuggente. Un duo che diventa trio con l'ingresso in scena di Amy, interpretata da Uma Thurman, destinata a scombinare i piani di tutti e a rivelare Vince e Jon in tutta la loro miseria morale.
La trama ha un'importanza relativa in Tape: l'intento principale di Linklater è quello di mettere in scena una (apparente) improvvisazione di tre attori-amici affiatati e di mettere alla prova il digitale e le sue potenzialità narrative. Il regista gioca su vari livelli di intertestualità, quindi, e completa il tutto ponendo la ricerca della, o di una, verità al centro della vicenda, ribaltando (o forse parodiando) quel che si propone di fare Dogma 95 per il linguaggio cinematografico. In fondo non conta cosa sia successo davvero e chi stia mentendo, conta che noi spettatori ci abbiamo creduto; conta che la fusione del digitale a basso costo e di un kammerspiel in una camera d'albergo determini un potenziale di credibilità delle immagini, facendole apparire come carpite dal privato di questi personaggi. Il mutamento di espressioni della Thurman, capace in pochi minuti di transitare dalla gioia inaspettata di rivedere Vince al disprezzo per ciò che il tempo ha lasciato di quei ricordi, è solo una delle prove attoriali che caratterizzano uno strano e interessante episodio che rimarrà un unicum nella carriera di Linklater.

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