Trama CLASSE Z | Sky Cinema
CLASSE Z

CLASSE Z

90'2017Commedia
  • Regia: Guido Chiesa
  • Genere: Commedia
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: CLASSE Z

Cast:

Andrea Pisani, Greta Menchi, Enrico Oetiker, Alice Pagani, Luca Filippi, Francesco Russo, Antonio Catania, Alessandro Preziosi

Trama:

Il preside, i professori, i rappresentanti dei genitori e degli studenti sono riuniti in consiglio per decidere se procedere o meno con un provvedimento disciplinare nei confronti di Marco Andreoli, giovane professore di italiano che ha abbandonato la sua classe - la quinta H di un liceo scientifico romano - a poca distanza dall'esame di maturità. Ma sono proprio i suoi ex studenti a irrompere nel consesso per difendere la reputazione del professor Andreoli e chiedere che venga reinserito nell'organico. E raccontano come la loro classe sia il ghetto in cui la "scuola come azienda" ha relegato i "diversi", ritenendoli spacciati.
Dopo Belli di papà Guido Chiesa ha accettato un nuovo incarico da Colorado Film (che produce) e Medusa (che distribuisce): inventarsi una commedia con al centro la scuola italiana.
Per capire se si è trattato di una bella sfida o di un semplice lavoro su commissione (termini non sempre mutuamente esclusivi) bisogna valutare i risultati: e Classe Z ci fa rimpiangere l'epoca in cui Chiesa dirigeva commedie molto più nelle sue corde come Lavorare con lentezza (per non parlare dell'epoca in cui metteva l'anima e la carne in Partigiani e Non mi basta mai). La differenza fra ieri e oggi? La mancanza di urgenza narrativa e di una conoscenza da insider dell'argomento di cui Chiesa tratta.

Classe Z reinventa l'universo scolastico italiano senza conoscerne davvero le dinamiche interne (come faceva La scuola di Daniele Luchetti, basato sui romanzi dello scrittore-docente Domenico Starnone, che pur essendo datato 1995 resta credibile e spassoso ancora oggi) e attinge un po' alle sitcom televisive, molto alle commedie cinematografiche americane come Breakfast Club. L'esperimento ricorda quello recente di Come diventare grandi nonostante i genitori, e le riflessioni che suscita sono simili: scarsa attendibilità di ambienti e personaggi, recitazione televisiva di molti interpreti (non tutti: Francesco Russo e Armando Quaranta sono un passo sopra gli altri, docenti compresi, perché è evidente il loro background teatrale), uso smodato di ammiccamenti attraverso schermate di computer e cellulari, social, selfie, chat e quant'altro si crede informi l'immaginario dei giovani, i quali forse dal grande schermo si aspettano invece qualcosa di diverso, quello che la critica togata definisce "specifico filmico".

Il cast sembra un'ibridazione di due commedie precedenti firmate Colorado + Medusa: il già citato Belli di papà e I babysitter di Giovanni Bognetti, con tanto di importazioni da Youtube. L'attualità è confinata a due battute, una su Bob Dylan e una sul presidente del Consiglio, quando invece la rappresentazione di un liceo si presterebbe a decine di citazioni tratte dal pop contemporaneo.

Chiesa ha un'ottima mano di regia, ma ce ne si accorge solo in qualche scena isolata. Il suo ritmo narrativo naturale non è quello della sitcom, che indugia sui primi piani "di reazione" e rimbalza da una smorfia all'all'altra: la produzione e la distribuzione avrebbero dovuto avere più fiducia nella cifra laconica del regista, così intrinsecamente adatta all'universo lunare della scuola italiana. Le commedie americane di ambiente scolastico stanno molto più avanti: basti vedere, per citare un esempio recentissimo, 17 anni e come uscirne vivi.

Mostra altro