Trama OUVERT LA NUIT | Sky Cinema
OUVERT LA NUIT

OUVERT LA NUIT

100'2016Commedia
  • Regia: Edouard Baer
  • Genere: Commedia
  • Paese: Francia
  • Durata: 100'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: OUVERT LA NUIT

Cast:

Edouard Baer, Sabrina Ouazani, Audrey Tautou, Christophe Meynet, Jean-Michel Lahmi, Grégory Gadebois, Patrick Boshart, Marie-Ange Casta, Alka Balbir, Lionel Abelanski, Atmen Kelif, Christine Murillo, Yoshi Oida, Michel Galabru, Kaori Ito

Trama:

Ouvert la nuit (titolo internazionale: Open at Night) è il terzo lungometraggio del comico, presentatore, attore e autore teatrale Edouard Baer e racconta della ronde notturna attraversata da Louis Steiner, detto Luigi. Produttore teatrale di uno spettacolo più o meno d'avanguardia del maestro giapponese Atsuhiko Dazai e intitolato "La donna e la scimmia", Luigi affronta numerose difficoltà, che spaziano dal trovare un modo di pagare i tecnici della troupe al recuperare lo scimpanzé che deve partecipare alla pièce. In questa avventura si fa accompagnare per le strade di Parigi dalla stagista del bar del teatro Faeza, mentre ascolta solo fuggevolmente i consigli della sua efficiente assistente Nawel. Tra Fellini e Fuori orario Baer costruisce un film che si regge sull'ineffabile e sfacciato istrionismo del protagonista, un uomo a suo modo eroico per come non si scoraggia e abbraccia anche i propri errori. Il personaggio di Luigi è del resto già rodato e nasce - anche se allora non si chiamava Louis Steiner - nella commedia teatrale del 2006 "La Folle et Véritable Vie de Luigi Prizzoti" dello stesso Baer, che raccontava la rocambolesca vita di un aspirante attore, immerso in un mondo tra il circo e il teatro e ricco di momenti surreali. Come sono infatti quelli di Ouvert la nuit a partire dal furto di uno scimpanzé ammaestrato più che altro ad accendere sigarette. L'approccio alla vita di Luigi è quello di un uomo che schiva le responsabilità e se la cava in ogni situazione con la parlantina e con una spontaneità che rende difficile non trovarlo simpatico. La sua faccia da schiaffi è tale che si permette persino di dichiararsi a una donna e chiederle di sposarla in presenza del marito di lei. Tutto il contrario è la rigida stagista, vestita in modo molto ordinato come si richiede a chi lavora nel bar di un teatro, che si preoccupa della legalità di certe pratiche, come far lavorare un attore vestito da scimmia se invece nel contratto era prevista una scimmia reale. Ma Luigi ha le sue nobilissime ragioni: è un modo per dare un lavoro a un amico che ne ha bisogno e poco importa se non è un lavoro davvero necessario allo spettacolo.

La narrazione, concentrata in una sola notte, inizia nel dietro le quinte del teatro come una sorta di Rumori fuori scena ma si sposta presto ad abbracciare il caos della vita notturna della Ville lumière. Del resto la vitalità della confusione e degli incontri inattesi e improbabili caratterizzano il cinema di Baer, qui all'opera terza, fin dall'esordio. Tanto che quando in un'intervista concessa a "Les Inrockuptibles" glielo fanno notare, risponde di farlo perché teme che se non improvvisasse le sue storie, ma le immaginasse, queste risulterebbero false e artificiali. Ciò nonostante promette di prendere una direzione diversa per il futuro per non correre il rischio di ripetersi. Il pubblico italiano comunque non se ne accorgerà: i suoi film precedenti, La Bostella e Aikobon rispettivamente del 2000 e del 2005, sono rimasti confinati al mercato franco-belga.

Se la simpatia di Baer è centrale in Ouvert la nuit, non sono da meno le interpretazioni degli altri attori, a patire da Sabina Ouazani nel ruolo di Faeza. Giovane ma già veterana del cinema d'autore francese, scoperta da Kechiche in La schivata e poi passata a Uomini di Dio di Beauvois e Il passato di Farhadi, la Ouazani può qui svelare un lato meno duro e più leggero, che la rende alla fine della film una figura davvero radiosa. Così come esprime una matura empatia, non priva di giocosa complicità, Audrey Tautou nel ruolo dell'assistente di Luigi, Nawel.

L'unica pecca del film è il finale che, dopo una serie di situazioni più o meno spiazzanti, risulta invece convenzionale e poco sorprendente, ma anche tenuto conto di questo Ouvert la nuit rimane una commedia brillante e intelligente come se ne vedono troppo di rado.

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