Trama WHITNEY | Sky Cinema
WHITNEY

WHITNEY

90'2017Documentario
  • Regia: Nick Broomfield
  • Genere: Documentario
  • Paese: Gran Bretagna
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: WHITNEY

Cast:

Whitney Houston

Trama:

Regista di un cinema documentario d'investigazione con un'anima da cronista di cronaca nera, Nick Broomfield ancora una volta va dritto al punto - chi ha ucciso Whitney Houston? - rivelando la sua incontrollabile morbosità per la morte (di una star). Già travolto dai colpi di arma da fuoco del suicidio di Kurt Cobain (Kurt & Courtney) e gli omicidi di Biggie Smalls e Tupac Shakur (Biggie & Tupac), morti alle quali cercò di dare un movente, il regista britannico rilancia e s'immerge in un altro capitolo oscuro della musica. Ma il caso della cantante di Newark è più complesso e Broomfield decide di affrontarlo con il collega austriaco Rudi Dolezal, autore di videoclip e documentari musicali come Freddie Mercury: The Untold Story. I due scelgono di analizzare la storia di Whitney da varie angolature: le scelte musicali che le vennero imposte ai primordi della carriera dalla casa discografica e che ebbero un peso nella sua lenta agonia, la costante pressione sotto la quale si trovava l'artista che con il suo impero sfamava la famiglia tutta, la dipendenza dalle droghe che la distrussero pian piano privandola prima della voce e poi della vita. È proprio all'inizio del documentario che viene rivelato chi l'ha uccisa: "Whitney Houston è morta di crepacuore" denuncia la voce che emerge tra il suono di un elicottero che vola sull'hotel dove Whitney terminò i suoi giorni e la telefonata intercorsa tra la persona che trovò il corpo senza vita della cantante e i soccorsi. Poi il nastro viene riavvolto, si ferma per qualche minuto in una scena di un concerto di tredici anni prima, in cui l'artista pare già sul punto di voler tirare la spugna durante l'esecuzione del brano che le regalò l'eternità, "I Will Always Love You", con la testimonianza dei musicisti che confermano quello che le immagini mostrano. Qualche stralcio di interviste e Broomfield e Dolezal tornano a riavvolgere idealmente la carriera di Whitney fino all'incontro con Clive Davis, il produttore che fu artefice del suo fulminante successo. Il documentarista affonda le mani nel passato "scomodo" dell'artista, quello che Davis volle cancellare perché per quella ragazzina malleabile dal talento infinito e la voce d'angelo aveva in mente un futuro nel pop, e un pubblico caucasico non avrebbe mai accettato una cantante che veniva dal hood, dal quartiere degradato di Newark, New Jersey. I pezzi troppo black venivano rimandati indietro al mittente, e lei, che all'epoca era poco più di una bambina, con tutte le insicurezze e l'ingenuità della sua giovane età, si lasciò cucire addosso quell'abito da principessa afroamericana che cantava canzoni di bianchi per bianchi. Il primo colpo arrivò quando la popolarità di Whitney esplose e la comunità nera sentì che si era venduta. Fu come uno sparo: a una cerimonia di premiazione dei Soul Train Music Awards fu addirittura fischiata dal pubblico di colore. Per lei fu devastante e non volle più fare un disco á la Clive Davis. "Can I be me?" fu la sua risposta. "Posso essere me?".

In seguito sarebbero arrivate altre delusioni, l'allontanamento dalla migliore e forse unica amica Robyn Crawford per via delle sue preferenze sessuali, la complicata relazione con il marito Bobby Brown e il fallimento del matrimonio, l'austerità della madre, sempre pronta a criticarla e che forse nel successo della figlia vedeva la sua personale disfatta come cantante, il tradimento del padre che poco prima di morire la citò in giudizio per 100 milioni di dollari condannandola al tormento fino all'ultimo dei suoi giorni.

Se per molti, e probabilmente per lo stesso Broomfield, la morte della cantante è stata per molto tempo inesplicabile - come può una donna di successo di 48 anni lasciarsi morire? - Whitney arriva a offrire tutte le risposte. L'obiettivo del regista non si avvicina mai alla stanza d'albergo, non si lascia trascinare dalla brama per il sensazionalismo. Il luogo del tragico epilogo è fotografato dall'alto, da lontano, lasci

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