Trama ALTIN IN CITTÀ | Sky Cinema
ALTIN IN CITTÀ

ALTIN IN CITTÀ

127'2017Drammatico
  • Regia: Fabio Del Greco
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Italia
  • Durata: 127'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: ALTIN IN CITTÀ

Cast:

Rimi Beqiri, Chiara Pavoni, Roberto Fazioli, Giuseppe Panebianco, Fabio Del Greco, Germano Germani, Marcello Capitani, Alexandra Maravia

Trama:

Altin Rama è un aspirante scrittore immigrato in Italia dall'Albania. Per sbarcare il lunario lavora in una macelleria di Ostia e condivide l'appartamento con un amico che sogna di fare un viaggio intorno al mondo con l'autostop e il couchsurfing. Terminata la stesura del suo romanzo autobiografico "Il viaggio di Ismael", che ripercorre la sua odissea per arrivare in Italia, Altin decide di sottoporsi al provino del reality Masterstory, che promette di lanciare uno scrittore inedito verso la celebrità. A sorpresa Mara Le Monde, la conduttrice di Masterstory, lo prende sotto la sua ala e gli annuncia che sarà lui il vincitore del reality. Ma non è tutto oro quello che luccica e Altin scoprirà a sue spese che l'interessamento di Mara ha un secondo fine: rubargli il manoscritto e affidare il suo "ruolo" ad un attore che meglio si presta a diventare un personaggio televisivo.
Fabio Del Greco lavora da anni nel cinema indipendente con molta convinzione ma scarse risorse, e questo fa sì che si occupi in prima persona di quasi tutti gli aspetti della realizzazione dei suoi film: regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio, fotografia, suono, produzione. Purtroppo Altin in città sconta questa povertà di mezzi e questo accentramento di quasi tutti i ruoli professionali: dunque la realizzazione di una storia che sarebbe interessante soprattutto quando racconta il possibile viaggio a ritroso di un immigrato e il suo costante rischio di perdere la propria identità, si perde in lungaggini narrative, riprese interminabili che fanno scarso uso dei tagli di montaggio, divagazioni nel cinema sperimentale che distolgono da una storia già di per sé complicata, implausibilità nella trama, ingenuità nelle ambientazioni.
Rimi Bequiri, l'attore albanese che interpreta il ruolo di Altin, non ha l'esperienza cinematografica per sostenere tutto il film e non viene sufficientemente guidato dal regista, mentre Chiara Pavoni, più capace di reggere la scena, è adatta a dare il volto alla conduttrice televisiva Mara Le Monde (a tratti ricordando l'interpretazione di Sabrina Ferilli nella commedia di Maccio Capatonda Omicidio all'italiana), ma l'evoluzione esoterica del suo personaggio è davvero eccessiva e accentua l'elemento grottesco (non sempre intenzionale) che sottende l'intera narrazione.
Con maggiori mezzi e una migliore distribuzione delle competenze professionali Altin in città avrebbe potuto rivelarsi un interessante esperimento cinematografico: un noir stralunato capace di collegare la disperazione di un immigrato all'alienazione kitsch e la propensione per il trash di un intero Paese. Ma gli standard di qualità minimi per la costruzione professionale di un film non vengono rispettati, e ci si trova davanti ad un pasticcio che tracima trame e sottotrame, incubi e visioni, immagini di repertorio e intermezzi psichedelici, come se l'autore avesse voluto rimpinzarlo di tutto ciò che gli sta a cuore senza operare la necessaria selezione narrativa: una mancanza di selettività evidente anche nella durata eccessiva del film.

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