Trama UNA GITA A ROMA | Sky Cinema
UNA GITA A ROMA

UNA GITA A ROMA

90'2017Avventura
  • Regia: Karin Proia
  • Genere: Avventura
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: UNA GITA A ROMA

Cast:

Philippe Leroy, Claudia Cardinale, Karin Proia, Chiara Conti, Raffaele Buranelli, Libero Natoli, Tea Buranelli, Silvana Bosi, Giovanni Lombardo Radice, Pietro De Silva, Carlo Luca De Ruggieri, Roberta Fiorentini, Stefano Ambrogi, Helmut Hagen, Mauro Mandolini, Lucia Batassa, Abby Miller, Massimiliano Vado, Massimiliano Frateschi, Matteo Micheli, Pino Borselli, Davide Merlini, Phil Palmer

Trama:

Il piccolo Francesco sta per realizzare il suo sogno: in occasione del suo nono compleanno la mamma Lea lo porterà a Roma insieme alla sorellina Maria per vedere da vicino la Cappella Sistina. Papà Giacomo non potrà accompagnarli per via di un improrogabile impegno di lavoro, ma Francesco è felice di lasciare per 24 ore Latina Scalo e addentrarsi in quella Capitale così vicina eppure (per lui) così lontana. Tuttavia a gita appena iniziata Lea è richiamata a casa da Giacomo, e insieme ai figli deve riprendere il treno a ritroso verso Latina Scalo. Ma Francesco è un bambino intraprendente e decide di approfittare di un momento di stanchezza della madre per scendere dal vagone, seguito a ruota da Maria. Il convoglio riparte senza di loro e i due bambini iniziano la traversata della città, destinazione Musei Vaticani.
Una gita a Roma è un'impresa di famiglia: ideato, interpretato e diretto da Karin Proia, al suo primo lungometraggio dietro la cinepresa, è sceneggiato da Proia insieme al marito Raffaele Buranelli che è anche produttore e interprete nel ruolo di Giacomo, ed interpretato dalla figlia della coppia, Tea, nel ruolo di Maria. Del resto il film è concepito come un prodotto per famiglie e riversa l'imprinting domestico dei Buranelli nella storia, il che è contemporaneamente un bene e un male. Un bene perché si sente che molti momenti sono vissuti o testimoniati, e dunque regalano un pizzico di credibilità ad una vicenda che è evidentemente una favola, un Mamma ho perso il treno per bambini italiani. Male perché una produzione più imparziale avrebbe evitato al prodotto finale molte ingenuità, sia registiche che di scrittura.
Il modo migliore per approcciare Una gita a Roma è quello di mettersi ad altezza di bambino, come fa la cinepresa in molte scene, rivelando dettagli e angolazioni inconsueti che permettono di riscoprire la Città Eterna attraverso uno sguardo infantile ancora pronto a incuriosirsi e a sorprendersi. Agli occhi di Francesco e Maria infatti Roma è un Paese delle Meraviglie popolato da giocolieri, burattinai e orologiai matti: ci sono anche i lupi cattivi (forse per scoraggiare i piccoli spettatori da tentativi di imitazione) ma fondamentalmente la città appare popolata di angeli e fate, e i due bambini la attraversano come se camminassero su un'immaginaria strada di mattoni gialli.
Certo, siamo ben lontani dai piani alti della narrazione per l'infanzia, da Pinocchio, citato nel film, a Il piccolo Nicolas, per non parlare di capolavori come David Copperfield o Oliver Twist che mostravano il lato dark dell'essere bambino da solo nel mondo dei grandi. Qui il realismo è lasciato nel cassetto e prevale lo zucchero filato, montato ad hoc anche dal commento musicale di Nicola Piovani.
Ma Una gita a Roma può essere letto come la metafora del modo tutto particolare che hanno i bambini per ristabilire le priorità degli adulti e ricordare loro ciò che è importante. E l'aspetto magico di una Roma tanto conosciuta quanto intimamente segreta, se appena si sposta l'obiettivo di qualche grado, sarà apprezzato da chi è convinto di aver già visto fin troppe volte la Capitale sul grande schermo.

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